Home » teatro e musicalTag correlati: agenda musicale, ciarpame vario, usignolo e imperatore, famiglia, musica 1900 2005, musica drammatica, acoustic duo, minstrel, lorenzo, fiabe e favole, recensioni musicali, attualità , musica rock e metal, mp3 ed esempi musicali, joe hisaishi
lunedì, 19 maggio 2008
PRIMA UN SUNTO
I primi due appuntamenti teatrali sono andati davvero bene. Merito naturalmente degli attori e dei registi più che del sottoscritto, il quale non aveva che da canticchiare quattro parole e cercare di entrare nel clima della rappresentazione. Né più nè meno quel che dovrei essere in grado di fare sempre.
Altra cosa sarà invece il debutto shakespeariano. Oltre alla consueta padronanza dei movimenti di palco e quel minimo di dizione e precisione di pronuncia dovrò combattere contro una nuova bestia: l'arte della recitazione "non" cantata.
Nel canto lo studio permette di flettere la voce in base ai sentimenti che si vogliono passare agli astanti, senza per questo diminuire entro una certa soglia la comprensibilità del testo o rendere inudibili i pianissimi. La cosa è credo comprensibilissima.
Il problema per me è ora scontrarmi con una enorme libertà di accenti disponibili per ogni frase (non esiste una partitura che ti "ordina" come eseguire un detto che puoi al massimo interpretare): non ne sono abituato e il rischio è spesso cadere nell'esagerazione (sporcando un personaggio come quello di Teseo che tutto deve essere tranne che una macchietta) o nell'anonimato (ed essendo il Re di Atene non mi sembrerebbe il caso). Per non parlare della difficoltà di rendere gli accenti più dolci del personaggio comprensibili a tutti gli spettatori: recito la parte piatta e mi si sente benissimo; la recito come Dio comanda (ehm... un pò meno vah) e cominciano i problemi di comprensione nelle ultime file.
Insomma c'è poco da fare: son dieci anni che canto e più o meno so come "impostare un canto", ma come "impostare un parlato" è davvero una faccenda assai diversa, almeno per me totalmente nuova.
Si, ho ancora recitato; ma un conto è recitare e poi cantare (sperando in una buona figura grazie a questa seconda parte!), un altro è SOLO recitare!
'sperem.
POI VECCHIE E NUOVE LETTURE
Intanto è capitato che per due domeniche mi sia ritrovato a casa dei miei genitori, con Lorenzo che dormiva, Katya che stava ultimando la lettura di Harry Potter number seven, senza nulla da fare. O meglio le cose che potevo fare (fra cui studiare il copione!!!) dimenticate direttamente a casa.
Mi sono pertanto concesso il lusso di "perdere del tempo" con due letture reperite lì per lì.
La prima domenica mi sono concentrato sulla revisione e rilettura del ciclo di Fire*Wolf. Capisco la vostra perplessa faccia: e chi è 'sto qui? E' un ciclo fantasy, composto da quattro volumi, edito a metà degli anni '80 dalla casa editrice E.Elle. Nemmeno questo vi aiuta? Va bene, scopro le carte: mi sono rletto (barando naturalmente) un ciclo di Librigame!
Chi ne ha ancora letti sicuramente so di cosa parlo e soprattutto sa cosa si prova a prendere in mano di nuovo uno dei passatempi preferiti per un preadolescente. Per tutti gli altri (ma credo saranno pochi se hanno più o meno la mia età) qui possono leggere quello che si sono persi.
Ebbene, come ho ritrovato questo ciclo? A volte arzigogolato, certamente avventuroso, ma spesso l'avventura è fine a sé stessa, buona la trama, ma assolutamente a senso unico. Esistevano ad esempio librigame che permettevano di gungere a conclusioni diverse in base alle diverse scelte operate dal lettore; il ciclo di Fire*Wolf questo non lo prevede e un pò di divertimento se ne va. Una cosa che invece mi ha colpito è la scrittura dell'autore, rapida, fluente, ricca di dettagli (come è giusto in un gioco che riprende quelli di ruolo) e sfumature (anche amorose, il ciclo infatti è dedicato per complessità e dinamiche trattate ad un pubblico per lo meno di 13- 14 anni).
Risultato: mi sono divertito, mi sono ricordato del passato, non ho avuto troppa nostalgia, mi ha fatto bene.
La seconda domenica, ahimé, ho avuto l'idea di rompere un mio voto più o meno segreto e ho aperto un'edizione economica del "Codice da Vinci" di quel Brown.
In un pomeriggio sono arrivato a pagina 246. Perché è bello? Perché è avvincente? Perché non puoi smettere? Perché è rivelatore di profondi segreti che nemmeno immaginavi?
No, perchè narra una vicenda sempliciotta utilizzando tutte le tematiche più complesse presenti nella millenaria storia umana e lo fa mostrando una scrittura pressochè invisibile: leggi il ibro ed è come se leggessi la struttura iniziale di un qualsiasi romanzo, intervallata quà e là da descrizioni fisiche di bassissima lega dei personaggi (saltate a piè pari per non arrabbiarmi troppo) e dei colpi di scena, talmente ben orchestrati, che si capiscono benissimo subito e cioè prima ancora che vengano svelati dall'autore.
Che thriller magnifico...
In realtà questo benedetto Dan sembra talmente preoccupato che il lettore non capisca da aggiungere ad ogni descrizione il tassello migliore per rovinare la sorpresa successiva. Il tutto con una scarsità di stile che lascia sconcertati. Passa dalla descrizione di quelche succede al Louvre ad un flashback della crittologa in modo netto, senza gusto, con uno stacco dettato chiaramente dall'insufficente ricerca artistica, per poi tornare al Louvre avendo edotto il lettore di tutti gli elementi necessari per rovinarsi la sorpresa.
Sapete cosa mi sembra? Un librogame dove non posso scegliere! Un libro per adolescenti dove gli anagrammi vengono risolti in quattro e quattrotto dall'autore e non dal lettore (in Fire*Wolf ho impiegato circa mezz'ora a tradurre una parte crittografata e mi sono divertito un monte!). Insomma: non fai in tempo ad entrare e gustare il presunto mistero che già il mistero è stato risolto. Complimenti Dan.
E ancora, non voglio soffermarmi sulle presunte verità storiche rivelate, anche perchè sono descritte in modo tanto banale che non riesco nemmeno a crederci pensandole come se fossero invenzioni atte a completare un libro di fantasia. Cioè credo di più nell'esistenza delle Miniere di Moria che al Graal ora... ma tant'è, solo un rapido esempio: la vergine delle Roccie.
L'autore mette in bocca al professore di turno che la prima versione venne bocciata dalla Confraternita perchè considerata eretica. Venne quindi rifatta quella che ora si trova a Londra. Tutto questo mi suona strano: mi alzo, piglio un libretto di storia dell'arte e leggo qualche appunto sul quadro. Beh, pare che questa visione storiografica è piuttosto anzianotta. Basta ad esempio fare un salto sulla wikipedia per leggere: "Spesso si è letto che, a causa dell'inadempienza contrattuale legata al soggetto, la Confraternita contestò il dipinto considerandolo incompiuto, o addirittura eretico. Studi più precisi, basati sui documenti d'archivio relativi alla controversia legale che oppose gli artisti ai committenti, hanno permesso di delineare una vicenda diversa." e la versione per ora accettata è che Leonardo voleva PIU' SOLDI!
Ah, questo venale adoratore della dea madre, mistico e adepto del Priorato... ma mi faccia il piacere!
Ora, chiaro che questo libro lo concludo, tempo qualche ora ed è fatta. Ma perchè sento di aver già perso troppo tempo e pensare di lasciar da parte il libro significherebbe averlo perduto davvero per sempre.
Lo finisco e, magari, risorge sul finale. In tal caso chiederò venia.
Ma temo che il pensiero del sottoscritto resterà immutato, in tal caso questa è la mia recensione stroncatura ad un "caso letterario" che di nuovo mi fa piombare in un cupo pessimismo riguardo al genere umano, del quale essendo io parte attiva non aiuta a risollevare le sorti della mia già precaria autostima.
A presto.
mercoledì, 30 aprile 2008
PER UNA FAVA!
Qui sotto propongo tre locandine di altrettanti spettacoli che mi vedranno nelle loro fila. Come potrete notare il tour de force inizia i primi di maggio con "Io, la Morte" passa da "Il ritorno di Arlecchino" e si conclude con quella mazzata shakespeariana che è "Il sogno di una notte di mezza estate".
Credo cominciate a capire le motivazioni della mia assenza qui, ma soprattutto l'enorme pazienza della mogliettina, la quale, a dire il vero, sta cominciando effettivamente a non sopportarmi più...
Di seguito alle locandine qualche aneddoto e informazione riguardo lo spettacolo:
IO, LA MORTE di Luca Beccarelli
Regia di Luca Beccarelli. Compagnia "Gli Inadatti"
"Ghila verresti a canticchiare quattro cavolate nel mio nuovo spettacolo comico? Roba veloce, ritmo a manetta e risate a gogo!"
"beh, perchè no..."
"Bene, allora mi servono tre canzoni inedite, qualche stacchetto, qui devi fare questo, qui quest'altro e mi raccomando prendi la chitarra che non si sa mai"
ah...
Lo spettacolo è divertente, le canzoni sono più o meno uscite e più o meno so cosa devo fare. Incrocio le dita e invito tutti a venire a vederlo.

IL RITORNO DI ARLECCHINO di Luciano Ceresoli
Regia di Luciano Ceresoli. Compagnia "Comici & Cosmetici"
"Mi canti un'aria antica nella mia commedia Mau?"
"Per te questo e altro Luciano"
"Bene, allora mi fai questa introduzione, qui canti con una tromba quindi facciamo delle prove e intanto questi due fanno una pantomima comica. Ah, e porta la chitarra che l'aria te la suoni tu e non si sa mai"
ah...
Ispirata alla commedia dell'arte veneziana di Strehleriana memoria, una piece teatrale dal ritmo forsennato, imprevedibile, con parti dialettali e qualche canzonetta d'antica usanza.

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE di William Shakespeare
Regia di Beppe Verzeroli. Compagnia "Comici & Cosmetici"
Scena: studio di Michele (minstrel). Si stanno registrando le voci per l'album "Ahab" quando squilla un cellulare, il mio.
"Pronto, ciao Beppe come stai? mmh, mmh, ah... certo, mh, capisco, ah si?, mh... come hai bisogno di me?! Figurati... si, mmh, ma è piccola la parte? mh Leggera? ah ok Ma non ci posso essere sempre alle prove lo sai vero? ah ok... dai, ci provo!"
"Benissimo, allora mi farai Teseo nel Sogno di una notte di Mezza estate di Shakespare. Non portare la chitarra che quel che fai basta e avanza!"
ah...
Riproposizione della celebre commedia in chiave onirica. Recitazione meno formale e classicheggiante e più incline a rendere attuale lo spettacolo, riscritto e ritradotto per l'occasione dallo stesso regista.
Un'esperienza davvero unica.
Anzi, tre esperienze davvero uniche, tre belle salite che spero di portare a termine nel migliore dei modi. Mi aspetta un mese di fuoco, ma anche, ne sono certo, un mese di soddisfazioni, risate, divertimento, adrenalina e, se Dio vuole, applausi.
See ya!
martedì, 20 marzo 2007
W L'OPERA?
Passavo, come di consueto, dal caro Bob e mi sono ritrovato un post dedicato alla mancanza di innovazione teatrale in ambito lirico.
Giovanni ha scritto una sua spiegazione in modo preciso: "Perchè la maggior parte dei critici musicali e degli spettatori che frequentano i teatri lirici non capiscono un cazzo. " (cit.)
Come dice Bob è una delle opzioni.
A mio avviso il caro GioVit mi ha rubato l'opzione! Anche a me il pubblico operistico, per quel poco che ho avuto a che fare, mi è sempre sembrato restio a VERE novità in ambito teatrale!
Ma mi piacerebbe approfondire il discorso.
Innanzitutto notiamo che oggi giorno il teatro contemporaneo (e il suo sperimentalismo) è comunque eseguito tanto quanto quello classico. Non mi sembra lo sia lo stesso nell'opera (anzi, a guardare i programmi, sembra morta dopo la prima decade del novecento!).
E ancora: quando si parla di opera si pensa prima alla MUSICA, poi al CANTO, poi all'esecuzione della di cui MUSICA, poi, forse, se avanza, peggio se serve alla stampa, al resto. E quando si guarda solo al resto (come la prima di Zeffirelli) lo si fa perchè si è speso l'ira di Dio per creare un "solito spettacolo" che va "giustamente" (?!) valorizzato!
Bisognerebbe che il compositore di oggi si alleasse, collaborando come ai bei vecchi tempi, con il librettista, ma che inoltre frequenti fotografi, registi, capisca i tempi teatrali moderni, li faccia propri e rompa le regole, ne imponga di suoi! Distrugga le convenzioni DA LIBRETTO, attraverso il libretto!
Se aspettiamo che lo faccia Mozart, scusate, mi sembra parecchio azzardato.
Il povero Amadé ha fatto il possibile e ci ha lasciato quanto di più bello la mente umana possa concepire. Ma sta bene così com'è. Ora si ha bisogno del nuovo; forse non mi sono spiegato: del nuovo!!!
Altrimenti tutti smettano di fare tutto: leggiamo Dante come un rap (che non si capisce nulla, ma tanto è uguale eppoi, uè, è Dante!) e facciamo in modo che Mozart abbia parlato attraverso una sua opera buffa (una caso, meglio se falsamente sconosciuta ché almeno ce la possiamo tirare!) di Alqueda o del conflitto israelo-palestinese!
Oppure cambiamo la trama del fantasma dell'opera in modo da (s)vendere un classico anche i bimbetti e ai loro genitori paganti!
Beh, è più facile (sovra)reinterpretare cose già fatte che porsi di fronte alla pagina bianca (a 5 righi o meno).
Chissà come mail il musical procede a piena forza verso il nuovo nel teatro, seguendo mode e stili naturalmente, con i pro e i contro di tali percorsi, mentre l'opera, nei suoi grandi circuiti, resta arenata a quattro grandi nomi STORICI che essendo, appunto, storici dovrebbero in primis essere interpretati sotto questa luce, lasciando la contemporaneità più schietta alle nuove leve e alle loro fresche, nuove idee!
Allora forse si scoprirà una modernità più forte, più marcata, più lancinante dei classici del belcanto, proprio perchè celata dietro antiche apparenze, non retoricizzata attraverso sovrainterpretazioni che spesso aiutano il regista ad uscire dall'anonimato e non l'opera a rendersi completamente fruibile.
Non serve molto in fondo. Basta un grande capolavoro e la voglia di studiarlo per quello che era, che è rimasto e che ci può dare di nuovo. Raccogliendone vestigia, tradizione e accettando le immani lezioni di modernità che essi impartiscono.
E allora si può anche scoprire, senza fare sovrainterpretazioni, che Dante profetizzò l'avvento degli SMS con i loro "xchè"!
Leggere per credere.
lunedì, 19 febbraio 2007
MANIE SINFONICHE
In questo periodo sto cantando pochissimo. Alcune cosettine, ma è da un pò che non studio più. Fra le tante scuse che posso prendere, alcune veramente pessime, c'è almeno quella di passare parecchio tempo su Finale per la scrittura di alcune idee melodiche e armoniche per il futuro musical di Umberto Zanoletti, regista e produttore di Teatro Minimo.
Non è ancora il momento per parlare del tema del musical e dei personaggi che lo comporranno. Siamo ancora in fase di strutturazione del tutto e nemmeno noi abbiamo le idee molto chiare.
Intanto quindi scrivo continuamente idee melodiche, supportate dai più disparati arrangiamenti: dal rock fino al sinfonico più spinto.
Le idee non sono per niente male anche se alcune non sono state accettate da Umberto a causa della lontananza del soggetto con l'atmosfera del pezzo proposto.
Fra i pezzi migliori che abbiamo per ora scartato c'è: "Nevicata", un piccolo brano sinfonico ispiratomi dalla poca neve giunta quest'anno sulle montagne che circondano casa mia, ma soprattutto dall'ascolto della straordinaria orchestrazione di un genio di fine ottocento.
Provate ad darle un'ascoltata, la trovate naturalmente sulla Radio Blog (n. 37).

Prima tre premesse d'obbligo:
- l'orchestra è suonata tramite MIDI da Finale 2007 con l'ausilio del plug-in della Garritan Orchestra. Un'ottima orchestra in VST, ma chiaramente ci sarebbe da lavorare millenni per far uscire qualcosa di professionale. Dato che il brano è scartato non ci lavorerò. Tenetevelo così...
- Ci sono parecchie cosettine che proprio non mi vanno giù: alcuni colori dell'orchestra da sistemare, dei passaggi (soprattutto negli archi) che andrebbero corretti e un finale piantato lì; ma questa è e per ora questa rimane.
- l'orchestrazione è davvero inizialmente uguale a quella del grande compositore sopra citato. Era un mio esperimento in fondo per capire come lavorava con i colori dell'orchestra, cosa aggiungeva, cosa toglieva e quando. Non venitemi a dire: scusa, ma sembra proprio... lo so! Anche se la melodia è totalmente diversa è volutamente simile l'orchestrazione. Spero non vi secchi (e non secchi nemmeno all'amato maestro...)
Questa influenza sull'orchestrazione credo sia chiarissima per molti lettori quindi vi risparmio il nome del compositore aa cui devo dire grazie per l'esercizio di scrittura che questa partitura rappresenta.
Magari chiedetelo ad uno di loro di scrivervi autore e titolo della composizione "originale".
Almeno capirete come si scrive per orchestra e qui ripasserete, giustamente, con l'aria di sufficenza che compete.
Organico: Piccolo, Flauto, Oboe, Clarinetto in sib, fagotto, controfagotto, Corni in Fa, Trombe in Sib, Trombone, Tuba, Arpa, Archi.
mercoledì, 13 settembre 2006
LORENZO, MINSTREL, TATTOO E MUSICAL
Sono giorni strani questi.
Giorni che passano in velocità senza produrre nulla di definitivo.
Alcune cose stanno nevvero procedendo e mi sembra giusto renderne conto anche qui.
LORENZO
So che alcuni di voi, cari miei tre lettori, vengono spesso a far visita su queste pagine per sapere come sta il nostro Lorenzo. Beh, sta bene, benone direi! La foto che ho postato credo dimostri inconfutabilmente come pare cresca felice e forte. Innegabilmente forte! Oramai gattonare è diventata la sua passione e calcolando che ha praticamente 6 mesi tutti ci fanno gli auguri perchè questo dimostra che il signorino sarà un bel soggetto da "contenere" per bene. Un vero discolo praticamente... Bene!
MINSTREL
Anche nei Minstrel finalmente qualcosa si sta muovendo in modo chiaro e definitivo. Alberto, il nuovo
bassista, sta facendo i salti mortali (e parecchie letture a prima vista) per poter essere pronto per la registrazione del nuovo cd; registrazione che comincerà ufficialmente Lunedi 18 settembre 2006 e prevede all'inizio, naturalmente, le session del batterista.
Sto pensando di tenervi aggiornati su questo punto e serbarne futura memoria utilizzando un nuovo blog che potrà essere aggiornato da tutti i componenti dei Minstrel.
In attesa di sapere cosa ne pensano gli altri mi sono accaparrato il dominio minstrel.splinder.com, in rete fin d'ora con un template temporaneo (e splendido a mio avviso anche se poco pratico).
Se questa idea verrà accettata e condivisa il varo del nuovo blog verrà di certo segnalato qui.
Naturalmente il blog dei Minstrel chiuderà i battenti a mastering finito.
Insomma a me pare una buona idea; e a voi?
TATTOO
Vi parrà incredibile, ed in effetti lo è, ma una mia amica mi ha chiesto tempo fa di disegnargli un futuro tatuaggio! Io?! Accidenti: non so disegnare, non sono un grafico, non ho idee innovative, non possiedo l'arte della composizione e dello stile pittorico e questa arriva e mi domanda, letteralmente, "una S una R e una G stilizzate che sembrano un tribale che posso capire solo io, ma che piace se lo vedi".
Una sfida difficile per un grafico, impossibile per me. Ma ci ho provato comunque.
All'inizio ho riso, poi ho pianto un pochino con Photoshop, poi ho presentato il lavoro finito con poche speranze e molta curisoità.
Risultato?
Lei si è dimostrata incredibilmente entusiasta, ha preso appuntamento dal tatuatore, se l'è fatto fare!
Per la serie: se non son pazze, non le vogliamo...
CLAUDE-MICHEL SCHONBERG
Non so quanti di voi conoscano questo straordinario musicista francese, compositore di alcuni dei più bei musical mai stati scritti per i teatri londinesi. Non è effettivamente famosissimo se non nell'ambito dove opera: non ha scritto hits resi celebri da alcuni cantanti (come ad esempio "Memories") o musical "mitici" per una generazione di rocker (come "Tommy" o "Jesus Christ Superstar") o avuto l'onore di trasposizioni cinematografiche (e penso a "Chicago" o "Evita" o il futuro "Rent").
Eppure, fidatevi, è uno dei migliori compositori sulla piazza!
L'ho scoperto grazie ad Umberto Zanoletti di Teatro Minimo il quale, ascoltando alcune mie idee per il futuro musical che stiamo scrivendo insieme (ricordate?), mi ha passato due suoi lavori: Martin Guerre, molto bello anche se non ha fatto molto successo e Les Miserables, splendido e giustamente celeberrimo!
Il suo stile compositivo mi intriga molto: utilizzo romantico dell'orchestra, melodie semplici e d'impatto, grande teatralità della musica, assenza di stilemi compostivi di stampo leggero il tutto condito da un pathos che oserei definire epico.
Anche se l'uso dei cori è marcatamente da musical e le variazioni dei leit motiv nei personaggi sono spesso legate all'orchestrazione e non all'armonia o alla melodia stessa (il che risulterebbe troppo complesso per il tipico pubblico da musical) lo definirei senza problemi un vero operista!
E da buon "sfruttatore" qual'io mi vanto d'essere queste musiche mi stanno ispirando non poco.
Sono nati altri temi melodici e soprattutto sto pensando alla possibilità di scrivere un musical che sia rock, ma che preveda componenti sinfoniche.
Tutto dipenderà dall'atmosfera che si vorrà creare.
Intanto sto aspettando il plot e la prima prova di Umberto per il prologo.
E mentre attendo provo arrangiamenti e melodie. Magari, se Umberto ci starà e il tempo ce lo concederà, nascerà un nuovo blog-diario.
Intanto voi godetevi questa clip presa da youtube.com di "On my own" presa dal 10° anniversario dell'uscita de "Les Miserables" eseguita da Lea Salonga alla Royal Albert Hall di Londra; mentre attendiamo "The pirate Queen", il nuovo musical del Claude-Michel, che si annuncia come un nuovo capolavoro.
Statemi bene.
mercoledì, 02 agosto 2006
ALLA FACCIA DELLE FERIE...
Eccomi dunque a spiegare ai pochi interessati i motivi della mia assenza su queste pagine. Ho in ballo alcune cosettine niente male che però mi stanno assimilando il poco tempo a disposizione.
In breve:
MINSTREL
Come deciso stiamo viaggiando ad alta velocità con il nuovo bassista Alberto Bigoni, in previsione dell'avvio delle registrazioni ufficiali per il nuovo album, previste per settembre, massimo ottobre.
Ci sono midi da preparare, da correggere, da scrivere totalmente; metronomi da aggiustare, battute d'aspetto da chiarire, arrangiamenti da rifare.
Un lavoraccio. Straordinariamente appagante, ma chi si è ritrovato in questa fase sa cosa significhi...
Bisogna chiudere il cerchio, anzi farlo quadrare.
E' un'operazione che costa fatica e non riesce mai perfettamente. E' la parte più difficile della scrittura di un album.
Le registrazioni poi avvengono a giochi fatti, a decisioni prese, a discesa iniziata.
Ora si suda come sul Montirolo...
TEATRO MINIMO
Dopo la rappresentazione scenica per la Festa del MIllennio di Clusone, avvenuta alle 4:00 della mattina di Sabato 29 luglio 2006, ho in programma con la compagnia la data di Bolzano del musical dell'Usignolo. Sarebbe quindi per periodo di "stanca", se non fosse che stasera io, Katya e il piccolo grande Lorenzo siamo invitati a casa del regista Umberto Zanoletti. Motivo principale: rivedersi senza il fiato sul collo di rappresentazioni o prove. Motivo secondario: pianificare per il futuro musical e far ascoltare ad Umberto i primi temi melodici per il musical suddetto.
Questo significa che sto impazzendo con Finale, midi, VST insturment e cubase per preparare basi che suonino almeno decentemente e non uccidano completamente le già poche e traballanti idee melodiche finora partorite.
MARSIGLIA
Si è aggiunto da poco un piccolo viaggio a Marsiglia in compagnia di una compagnia di ballo di Bergamo. Necessitano di canzoni italiane d'autore (e non!!!) cantate dal vivo ed eccomi contattato. Sarò via dal 17 agosto fino al 19 compreso. Per la gioia di Katya che si aspettava che in agosto saremmo andati in ferie insieme e mia che mi ritroverò a cantare "Con te partirò" (avete capito bene!) in terre ostili (insomma... la coppa è nostra fino a prova contraria...).
Sarà sicuramente un divertimento, sono certo che conoscerò molte persone splendide. Peccato il periodo...
LETTURE SPARSE
Nel frattempo, come sempre, cerco di vedere, leggere, commentare, riflettere per capire meglio il mondo assurdo che ci circonda.
Ho visto l'ultimo spettacolo uscito in DVD di Beppe Grillo (non è più comicità, ma resta imprescindibile!), ho oramai finito (alla buon'ora!) "Gomorra" di Roberto Saviano che è a mio avviso un documento essenziale per comprendere l'Italia della camorra come Sistema economico e quindi dell'Italia nel suo complesso; continuo ogni giorno la cernita dei migliori articoli apparsi nella Rassegna Stampa della camera per poi scoprire che la stampa nazionale spesso dirotta le informazioni come fanno i TG, ma in modo più profondo, più subdolo, non sono sfrontati come la tele e che quindi servono altre letture, di confronto e supporto. Ed ecco quindi che ho appena concluso la lettura di questo articolo sul dollaro, Iran e petrolio che ho trovato semplicemente straordinario (consigliato!!!!!), e mi accingo a leggere il numero di luglio di "Come Don Chisciotte".
E proprio mentre mi è arrivato "Anime Perdute" di Dario Tomasi dedicato al cinema di Takashi Miike, la Lipperini consiglia una lettura estiva di Walter Siti, che m'attizza non poco, e Bruno, maestro di vita dell'operazione mato grosso, mi ha prestato "Il fondo del Sacco" di Plinio Martini con la raccomandazione di "Leggerlo al volo!".
E io che volevo iniziare la leggera lettura di Touch di Adachi, visto il clima torrido che impone un uso del cervello limitato...
Aaaaaaaaaah!
DIE SCHONE MULLERIN
Spinto dal mio studio per la lezione concerto ho intrapreso lo studio dell'intero ciclo Schubertiano. Vocalmente è molto adatto a me, peccato che non possa dire la stessa cosa della lingua...
Sarebbe splendido riuscire a finirlo per un concerto di liederistica previsto per novembre. Ma questa settimana non ne ho visto nemmeno uno... aiuto!
MONTEROSSO
Dovrei anche preparare una bozza per il concerto di ottobre a Monterosso al Mare, da sottoporre all'assessore della cultura del Comune. Temo dovrò telefonargli e rimandarlo a settembre.
Un pò come facevano con me i professori ai bei tempi delle superiori...
IN VINO VERITAS
Il trio Giorgio Ghila e Baldo si ritrova, senza prove, senza scaletta, senza sapere il perchè, invitato ad accompagnare la serata di sabato 5 agosto 2006 in quel di Ardesio per la manifestazione "Ardesio DiVino".
Per ora c'è solo il titolo del concerto che proporremo. Mi toccherà trovare il tempo per preparare scaletta, spiegazioni varie e legare il tutto con il tema del vino.
Ho giusto comprato una bottiglia di nero d'avola che mi accompagnerà nell'avventura.
Naturalmente niente prove. Non c'è tempo.
A questo proposito gli stessi Giorgio e Baldo hanno giusto finito da pochi giorni la registrazione del loro promo, avvenuta negli studi di Dario Ravelli (quelli di Faust per intenderci) a Bergamo. Ieri ho sentito il risultato ed è straordinario. Hanno scritto un lento i ragazzi degli Interno 5 che passerà alla storia!
Grandissimi!
CENA DEL POVERO
Eh si... domanda lecita... ieri dunque ho visto Giorgio? Si, l'ho visto perchè eravamo chiamati a cantare per la Cena del Povero organizzata dall'Operazione Mato Grosso in collaborazione con la Parrocchia di Villa d'Ogna e con lo zampino (più o meno importante) di mia moglie.
Canti peruani e non.
Naturalmente senza prove.
Ma quello che più conta è avere rivisto una straordinaria persona come Rosanna, la direttrice dell'orfanotrofia di Nana dove io e Katya abbiamo passato uno splendido mese di missione, oramai due anni fa (il tempo vola).
Ed è proprio ripensando a ieri che mi chiedo cosa resterà di tutte queste corse, di queste occasioni mancate e sfruttate. Durante il mese passato in missione mi mancavano tantissimo le straordinarie possibilità concesse qui. Attenzione, non le comodità ma le possibilità! Il poter visionare un dvd di un film sconosciuto, l'acquistare partiture e studiarle, leggere ed informarmi su opionioni altrui, scrivere partiture, fare concerti in Francia, pensare ai Minstrel e al benedetto Moby Dick in dirittura d'arrivo...
Insomma, mi mancava quello che ora riempie le mie giornate.
Sono solo un ipocrita insomma.
Un ipocrita che adora la propria vita.
giovedì, 04 maggio 2006
IL PROGRAMMA DI SALA
Trascrivo per intero la mia presentazione allo spettacolo "Atalanta e le Mele d'oro", scritto e diretto da Luciano Ceresoli, che verrà pubblicata sul programma di sala. Il debutto è fissato per il 12 maggio 2006 e il regista mi ha chiesto di leggere alla platea questa presentazione perchè (cito letteralmente) "non vedo l'ora di vedere gli occhi sgranati del pubblico"! Una vera esposizione al pubblico ludibrio, in piena regola. Naturalmente ci sono stato con molto entusiasmo!
Molti passaggi di questa pubblicazione parranno oscuri ai più, visto che trattano decisamente della commedia, ma vi è una riflessione che esula dal contesto, e tratta del ruolo del pubblico nelle opere moderne e della conseguente fiducia che un regista oggi giorno deve avere nei suoi confronti. Una riflessione che vorrei qui condividere.
Buona lettura e a presto!
UNA RIFLESSIONE SUL RUOLO DEL PUBBLICO NEL TEATRO DI LUCIO CERESOLI
Una bestemmia!
Ecco cosa potrebbe sembrare ai più.
O forse, molto più banalmente, superficialmente, un teatro troppo lontano dalle prassi contemporanee.
Il che, anche se fosse vero, sarebbe un risultato d’alta classe!
Abituati a capire tutto, ad essere imboccati, cullati, rintronati da storie inverosimili perché comprensibilissime, molti di noi potrebbero uscirne con l’amaro in bocca.
Peccato. Per loro.
Naturalmente.
C’è chi saprà andare oltre l’azione, la storia, le parole, il teatro, le citazioni, le prassi contemporanee, le irriverenze blasfeme; ecco lui, forse, potrà andare a casa stasera almeno meditabondo, consapevole di aver assistito ad un momento raro, di rivoluzione dei valori comuni, ad un atto di ribellione a quanto ci si aspetta oggi giorno quando un sipario si apre.
È una sfida elitaria, un’insurrezione che è calcolata fino ad un certo punto.
È pertanto ontologicamente, semplicemente, una blasfemia.
E non so quanto questo azzardo passerà in noi non come tentativo di fiducia nei nostri confronti, quanto un affronto verso il politicamente corretto.
Sarebbe un peccato. Per noi.
Naturalmente.
C’è chi si fida ancora del pubblico, che non lo vede schiavo di un intreccio lineare, certo, tanto presumibile quanto ignobile! C’è chi ancora vuole che si esca da uno spettacolo con fare silenzioso, muto rispetto, senza la cagnara di chi tenta di rifare le scene più comiche alle quali si ha appena assistito.
C’è quindi chi ancora sa che il pubblico è un soggetto indipendente, intelligente e pensante, soprattutto durante lo spettacolo! C’è chi ci vuole attivi, partecipi di un mistero che va in scena; non passivi di fronte ad uno spettacolo che nulla a che spartire con la Vita Vera.
Lo spettacolo dunque.
Si parlerà di Olimpo, di Dei, di destini insondabili che non verranno sondati, di disegni impossibili che si renderanno avverabili, di preghiere pagane, di passioni fortissime, senza mediazione, di abbandoni e ritrovamenti, di teorie antiche su pratiche moderne; e di morte e di amore.
Naturalmente.
Ci sarà chi si fermerà indignato di fronte al paganesimo imperante o all’incomprensibilità di certe scelte o a certe battute che ribaltano i concetti comuni o alla rappresentazione di tormenti tanto radicali. Come se si pretendesse che il teatro non tenti di rappresentare l’Uomo.
Signori, signore; vi prego: c’è dell’altro. Anzi, qui tutto E’ altro!
C’è infatti una concezione di teatro classico unita ad una volontà di fidarsi di chi assiste allo spettacolo, sapendo che il pubblico oggi giorno non può essere solo l’utente di un reality show, l’acquirente di proposte commerciali, il sognatore di premi milionari che non ci meritiamo.
Ma è soprattutto qualcuno che accetta di mettersi in discussione, di dialogare con l’intreccio di una piece teatrale, di aprirsi ad un nuovo ignoto per capire meglio il mistero che ci circonda.
Perché questo è teatro ingannevolmente lontano da noi! Sarebbe un peccato non cogliere invece quelle caratteristiche nelle quali l’uomo come entità può ritrovarsi e scavare…
La compenetrazione ad esempio di quello che comunemente definiamo Bene e Male in uno stesso personaggio, le sfaccettature di un carattere, la modificazione di una psicologia. Particolari che necessitano di uno spettatore attento, disposto a comprendere l’intento Moralistico e descrittivo della sceneggiatura, nella quale ogni personaggio è un mondo a sé che entra in contatto, per uno strano disegno del destino, con altri mondi.
È la nostra vita, né più né meno, filtrata semplicemente da occhi diversi, poco occidentali.
È significativa pertanto la scelta della colonna sonora che riprende armonie di compositori giapponesi e le intreccia con arcane melodie balcaniche.
È il tentativo insomma, su tutti i fronti concessi dal linguaggio teatrale, di ricostruire un mondo diverso nel quale far rispecchiare le nostre debolezze; è una ripresa di modelli classici per aprire a tradizioni innovative ed è infine un grande atto di fiducia, un gesto d’amore, verso il vero significato d’un sipario aperto di fronte ad una platea di uomini in ascolto: lanciare un messaggio.
Cerchiamo questa sera di cogliere il nostro, ognuno di noi il suo, per poi eventualmente confrontarci.
Restiamo attivi, partecipi, attenti, critici.
Sarebbe altrimenti un peccato.
Per tutti.
Naturalmente.
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