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mercoledì, 31 ottobre 2007
E CONTRORISPOSTA!
Erano letteralmente due settimane che Davide attendeva una risposta su alcune questioni inerenti la pratica vocale e il suo studio. Alla prima mail avevo consigliato una lettura allo stesso del mio vecchio post dedicato agli acuti, ancora mancante di una spiegazione decente sullo stop-closure falsetto.
Da questa è scaturita quindi un'altra mail alla quale ho finalmente risposto, forse in maniera fin troppo rapida rispetto a quanto richiestomi. Fatto sta che la risposta, letta fugacemente da Demian, ha scatenato in quest'ultimo una controrisposta di tutto rispetto.
Con il consenso di tutti i partecipanti alla discussione, finora privata, pubblico il materiale trattato. Potrebbe eventualmente servire ad altre persone in cerca su web delle medesime risposte. O, attraverso anche commenti negativi circa lo scritto, per noi redattori dello stesso, "eterni studenti", che sappiamo di non sapere niente, ma che tentiamo di ribadire quello che crediamo d'aver compreso.
Qual traccottanza....
LA MAIL DI DAVIDE
ntanto io ho letto il blog e devo dire che è stato piuttosto esaustivo. Capisco cosa intendi per mancanza di interpretazione, perchè conosco cantanti tecnicamente eccezionali, con buona estensione, che riescono a fare cose oggettivamente difficili lasciandoti indifferente. E sono d'accordo con te quando dici che l'estensione non è tra le migliori qualità di un cantante. Ma credo tu abbia già colto cosa mi spinge ad ampliare il mio raggio d'azione.
Ho però ancora domande da farti.
In primis ho appreso una tecnica che, cantando nasalmente, mi permette di arrivare molto in alto. E' una specie di falsetto nasale, che mi permette volumi molto maggiori rispetto a prima. Inoltre arrivo fino al fa# del 14mo tasto della chitarra. Però non è una voce che mi piace molto, perchè è aspra, poco armoniosa. Ricorda un pò quella di Kikko(sonata arctica), ad esempio in the misery, oppure timbricamente Dickinson in the evil that men do. Un amico mi ha detto che si tratta del passaggio. Può essere? e come si può rendere meno nasale la voce? Di mio sto riuscendo, piano piano a fondere questo registro con la voce di petto.
Inoltre, dato che questa fusione avviene tra il fa# e il sol della prima corda della chitarra, questo mio amico mi ha detto che è probabile che sia un tenore, anche perchè si sente dal come parlo. Ti do un indirizzo da andare a vedere per sentirmi cantare, se ne hai voglia. www.myspace.com/omegagalvani la canzone è paradise, l'ho fatta con un dj, non è il mio genere ma sono aperto a tutto ciò che riguarda la musica. (L'ultima nota che canto nel bridge finale è sbagliata perchè è stata cambiata la melodia in seguito alla mia incisione, è una registraz un pò "artigianale" :-) ). Così mi puoi dare dritte e chiarire il mio dubbio: ossia sono un baritono o un tenore?
Infine Bruce Dickinson cosa usa? Il falsettone? E tra il falsettone e il passaggio che differenza c'è? Ti ringrazio anticipatamente e ribadisco; quando hai tempo e quando hai voglia! Time is not what I lack!
LA MIA RISPOSTA:
Eccomi finalmente! Scusami la brevità delle mie risposte, spero di essere all'altezza delle domande! Maledetto tempo che non ho!
Ho però ancora domande da farti.
In primis ho appreso una tecnica che, cantando nasalmente, mi permette di arrivare molto in alto. E' una specie di falsetto nasale, che mi permette volumi molto maggiori rispetto a prima. Inoltre arrivo fino al fa# del 14mo tasto della chitarra. Però non è una voce che mi piace molto, perchè è aspra, poco armoniosa. Ricorda un pò quella di Kikko(sonata arctica), ad esempio in the misery, oppure timbricamente Dickinson in the evil that men do.
Dunque l'utilizzo del naso è una tecnica di canto moderno oramai assodata. Praticamente si utilizza la cavità nasale come comodo APPOGGIO della voce stessa. E' detto brutalmente, non prendere come oro colato! E' proprio una tecnica e viene utilizzata da moltissimi. A parte ramazzotti che la usa in modo assolutamente sconsiderato, un buon prodotto è Renga. Peccato ora faccia canzoni di bassa lega e non abbia più la voce di una volta...
Chiaramente il fatto che si utilizzi il naso come appoggio crea una nasalità a mio avviso assolutamente fastidiosa, anzi letteralmente distruttiva del timbro vocale. Ma questi sono miei pensieri. C'è chi nasalizza e vive felice. Io preferisco invece puntare ad amplificare il suono utilizzando ANCHE altre parti del viso! Senza arrivare quindi alla lirica, almeno cercare di far risuonare MOLTE PARTI del viso, non solo il naso.
Ti credo che suona aspra, non armoniosa (perfetto termine: manca di armonici!).
La tecnica può salvarti l'ugola visto che la posizione su cuii appoggi è alta e supera la gola (è il naso!), ma è risibile da un punto di vista timbrico. dipende molto anche dalla voce. C'è comunque gente che non usa nemmeno questa quindi tu sei già avanti di due spanne!
Un amico mi ha detto che si tratta del passaggio.
No. Il passaggio non è nient'altro che una tecnica che permette di unire due diversi registri (testa con petto e altre amneità) in modo omogeneo e coerente. Un acuto non è un passaggio, ma può essere PASSATO. Discorso complicato in linea teorica, molto meno in pratica. O meglio in pratica lo capisci subito, applicarlo invece...
Può essere? e come si può rendere meno nasale la voce?
Spostando letteralmente la posizione della voce dalla sola cavità nasale, verso l'indietro e l'alto!
MA NON FARLO! Senza maestro non dovresti tentare nulla di veramente difficile come quello che ti ho scritto sopra! Perchè? Perchè senza il naso su cui appoggiare rischi di spostare la voce indietro e questa ti casca in GOLA senza dire A! Appena ti sposti dal naso SERVE APPOGGIO DIAFRAMMATICO con i contromaroni! E l'appoggio deriva da queste semplici domandine:
1 - sai respirare di diaframama?
2- DAVVERO?
3 - una volta che contrai il diaframma ti sai appoggiare ad esso?
4 - cioè sei rilassato a cantare?
5 - varie ed eventuali...
Di mio sto riuscendo, piano piano a fondere questo registro con la voce di petto.
Complimenti, ma sappi che un conto è quello che ti SEMBRA di fare, un altro è quello che STAI facendo... io punterei senza fiatare ad una buona dose di lezioni, sorretta da altrettanta pazienza.
Infine Bruce Dickinson cosa usa? Il falsettone?
si
E tra il falsettone e il passaggio che differenza c'è?
ti ho già risposto prima sul passaggio. il falsettone è una tecnica che permette di amplificare gli acuti emessi in falsetto utilizzando risuonatori interni delle cavità del viso tipici della voce emessa in modo "normale". Il risultato è che la voce si ingrossa. Semplificazioni a nastro, scusa, scusa scusa!
AH, attezione; siamo abituati, causa megamicorfoni e megacompressori, a voci che paiono SEMPRE A MANETTA!
In realtà sentire certe voci senza un mic davanti sarebbe un'esperienza forse poco stimolante per te. Sono SEMPRE TUTTE moooolto basse di volume, nemmeno lontanamente paragonabili ad esempio ai volumi lirici! Ma sono così quelle tecniche: non urlare mai, e usare sempre "poca voce". discorso anche qui complesso, in realtà senza mic quelle tecniche non rendono affatto, ma dato che oramai non esiste voce senza mic ecco che hanno preso il sopravvento sulle altre più classiche, da me insegnate.
Nulla di che, mica ce l'ho con loro. Anzi, a volte i risultati sonori di queste emissioni sono davvero entusiasmanti. Ma a me piace sentire la voce che viaggia in una chiesa senza mic... son fatto così.
Naturalmente altri che seguono queste tecniche diranno che questa è una emerita cazzata e che la voce è sempre squillante e potente!
Verissimo, non pensare che sia un sussuro.
Dico solo che prima di utilizzare certe parole bisognerebbe sentire cosa intendo IO per potente. Poi probabilmente troverebbero altri aggenttiv, sempre positivi, ma certamente più consoni alla tecnica e allo stile usato.
Ti ringrazio anticipatamente e ribadisco; quando hai tempo e quando hai voglia! Time is not what I lack!
vero, ma a tutto c'è un limite!!! Scsuami l'attesa!
LA PALLA A DEMIAN:
che io sappia sta tecnica "del naso" è utilizzata dai cantanti rock che conosco io quando non ci stanno più dentro, quando sono un po' invecchiati e non prendono più le note con la facilità di un tempo. Vedi dickinson dopo due album (pota è così) vedì Ian Gillian ai tempi della reunion con blackmore nel 84 (sentire come canta perfect stranger)
Personalemente ritengo il Dickinson di "the evil that men do" uno strazio, anche se non è che ci sia tanto naso a dirla tutta, c'è più gola e urletti amplificati ad hoc, live infatti è una schifezza merdosa e viene sommerso dalle chitarre. Non è una voce che viaggia... Quindi fossi io in lui abbandonerei alla svelta questa impostazione nasale. Non mi piacciono molto nemmeno i nasi del miglior Renga, anche se considero la voce davvero bella, anche oggi, e nemmeno acuti schiacciati così "davanti", come ti ho detto diverse volte a lezione; mi danno il senso di piatto, sforzato, poco corposo... preferisco come è risaputo i falsettoni quelli belli grossi grossi grossi con tanta passione, e quindi spinti più indietro, oppure quelli stracazzuti incazzatissimi e squillanti, non con la voce "fine" alla sebastian bach (sembra un bambino), quelli lì, molto in voga nell'hard rock/street rock anni 80 mi fanno un po' ridere, quelli halla rob halford invece son tutto un altro mondo, anche quelli di Ian gillian mi piacciono di brutto, anche se riconosco quanto possano essere nocivi per le corde vocali, sono in gola, decisamente costretti, ma se la voce è bella e acuta (come la sua) per assurdo viene fuori davvero un bel suono squillante. E poi microfono o non microfono certe frequenze le senti eccome eheheh. Dipende tutto dal cantante. Una volta facciamo una prova, mettiamo la bidella in fondo al corridoio, tu fai il tuo cazzo do di petto, e io il cazzo di urlo alla child in time, e sentiamo che ci dice... secondo me son due voci diversissime ma che "corrono" a pari passo, una sarà più piena e ricca, come lo spostamento d'aria dopo un'esplosione, l'altra gli si infilerà e gli girerà intorno, come un serpente laser!
Sti cazzi non avevo mai detto serpente laser...
Poi certo che bla bla bla bla voi altri della lirica avete ragione perchè punto uno, punto due punto tre ect ect Però pota certe cose non le puoi fare come i maestri comandano. E' per quello che io sfrutto le vostre paranoie per migliorare le cose che non posso fare da solo, e me ne strafotto dei vostri insegnamenti quando devo sparare metallo nelle orecchie dell'impavido pubblico dei localini puzzoni della bassa.
dighet?
PS: a parte le battute potremmo farlo il confronto, però dobbiamo decidere quale è la tesi da confutare e/o appoggiare.
RISPOSTA SUL CONFRONTO DEL SOTTOSCRITTO
Credo che il punto non sia capire se il suono corre o meno. Piuttosto che TIPO di suono corre, qualitativamente parlando.
Nel senso che i tuoi acuti per renderli utilizzabili in sede appropriata (sia esso live o studio) probabilmente (PROBABILMENTE DICO!) necessiteranno di eq più o meno pesanti, togliendo qua e amplificando là. Anche perchè le voci vanno sempre MIXATE nel gruppo, trovando per ogni strumento il proprio posto. Questo significa che comunque la tua voce (come ogni voce leggera) è fatta per poi essere spippolata. Nella lirica la voce NON è fatta per essere amplificata, deve sentirsi senza nessun tipo di spippolamento, varcare la soglia dell'udibile tramite l'amplificazione dei risuonatori naturali, cercare posizionamenti squillanti, mixarsi naturamente all'orchestra anche grazie al direttore dell'orchestra stessa.
Quello che differisce pertanto è la qualità dell'emissione che deve uscire in principio, attraverso la ricerca di frequenza giuste, non tanto la quantità di volume della nota emessa. E con questo non voglio dire che l'emissione lirica sia qualitativamente migliore ad una leggera. Dico solo che nascono per canoni acustici totalmente diversi. Difatti, pensamoci, il cantante lirico punta ad uniformare il proprio timbro vocale ad una emissione vocale comunemente accettata, perdendo nel contempo errori di emissione e l'estrema soggettività dell'utilizzo della propria voce. E' quindi un gran bene, ma anche un male se guardato da altri punti di vista.
Il canto leggero spesso sopperisce alle carenze tecniche attraverso l'esasperazione di caratteristiche soggettive vocali. A volte è proprio l'esasperazione dell'errore, della madornalità, dell'orrore a creare un presunto artista. La nasalità perversa, abusata, invasiva, raccappricciante dell'eros nostrano ne è l'esempio più sublime. Altro che cantanti che si parano il c#*o. Qui c'è furbizia, mercato e alta finanza allo stato puro.
Ma torniamo all'arte, vero tentato fulcro dell'intervento. E ripensiamo alla supposta qualità d'emissione durante l'esperimento. Come fare a stabilirla questa qualità? A mio avviso sono oggi giorno solo menate. Spesso è solo la nostra "tradizione cultural-musicale" a farci credere che sia più bella da ascoltare una voce emessa con accorgimenti lirici. Ci sono cioè quelle che il nostro Eco definiva "unità culturali" che ci ingannano facendoci apparire spesso per "naturale" ciò che invece andrebbe definito "tradizionalmente accettato e ricercato".
Qesto è un discorso ampio, enorme anzi, tutt'ora dibattuto in seno alla musicologia contemporanea. Pure io su certe cose sono molto restio ad applicare questo estremo relativismo in certi ambiti musicali. Andrea Frova ad esempio, nel suo ottimo "armonia celeste e dodecafonia" teorizza che l'aspetto tonale della musica per l'uomo non sia il più tradizionalmente usato (pertanto il più accettato), ma il più naturale. Cioè il più vicino alla Musica, con la M maiscola, quella vetta inconoscibile di musica divina, quella che non può non farsi ascoltare, il canto degli angeli.
Parere soggettivo, ma ben esposto, che naturalmente sfrutta l'insuccesso costante del genere dodecafonico. Lettura stimolante, ma mi ha creato più dubbi che certezze. Mi sembra una buona cosa questa.
Tornando al canto credo invece che si possa affermare che oggi giorno la realtà sia questa: non c'è prassi migliore di un'altra, ma prassi consona ad uno stile o meglio accettata o meno per uno stile.
Sono concesse, anzi ricercate, contaminazioni, esperimenti, incroci, sovrapposizioni fino a giungere alle corruzioni di generi e alle loro profanazioni!
Non posso quindi che essere contento se Demian impara da me quello che vuol conoscere, comprende quello che sembra essere il mio percorso, ma ne cerca un altro personale. L'arte odierna non solo lo permette, ma lo richiede necessariamente.
Sapevo d'altra parte che fosse intelligente.
lunedì, 04 settembre 2006
DA UN MINIMO ATTO DI FIDUCIA...
Stamane ricevo una bella mail che riporto fedelmente, senza naturalmente le informazioni "sensibili".
Prima una premessa: ad Agosto ho fatto un concerto in quel di Montecampione (vi ricordate?) dove ho proposto in anteprima alcune melodie antiche peruane, armonizzate da me medesimo meco.
Alla fine dello spettacolo ho ricevuto i complimenti di un signore che mi ha richiesto cortesemente di avere la copia di una delle partiture eseguite. Richiesta strana che mi è stata giustificata dicendo: "ho un amico in missione da anni in Perù..."
Beh, ci ho creduto e gli ho dato una partitura. Alla faccia del copyright (sulle armonizzazioni), dell'anteprima e del (presunto) sbattimento sulla reperibilità delle melodie!
Sono o non sono per la libera circolazione delle idee?
E oggi scopro (me lo sentivo che era così!) che la fiducia era ben posta:
"Stimato Mauro Ghilardini, un saluto grande dalle Ande!
Ho saputo del concerto dato nella chiesa di Montecampione, l'11 agosto scorso, tramite il mio amico XXXXX, che ha partecipato.
Felicitazioni per il messaggio attraverso l'arte musicale, per i testi peruani antichi e per l'amore a questo Paese, il Peru', che e' parte anche della mia vita.
Ho provveduto ad inviarle un saluto anche via posta.
Quando tornara' in Peru', ..benvenuto anche a Calapuja (Puno).
Cordialmente
Mail firmata"
Grazie a voi!
Ne approfitto per un'anteprima: Sabato 9 dicembre 2006, alle ore 21:00 presso lo splendido Santuario della Madonna del Buon Consiglio di Villa di Serio, si terrà un concerto ricchissimo di musiche antiche peruane, in collaborazione con l'Operazione Mato Grosso della Val Cavallina!
I dettagli (come ad esempio la scaletta) e la locandina verranno pubblicate presto, sempre su queste pagine!
A presto!
lunedì, 13 febbraio 2006
UNA "VOCE" POCO FA...
Nuovo giorno, nuova mail! A scrivermi è Antonio Belloni, un caro amico che fra le tante, tantissime cose che fa, è editorialista di punta de "La Voce di Milano". Nella missiva Antonio mi mi linkava i suoi ultimi tre articoli; lo fa spesso e ogni volta lo ringrazio, perchè li trovo precisi, dettagliati e competenti! Uno dedicato al nucleare iraniano; uno sulla politica italiana in questa delicata fase elettorale (che reputo meraviglioso e ne consiglio vivamente la lettura!); e uno musicale, su Mozart, dedicato alla Mostra che si terrà a Palazzo Clerici in Milano da lunedì 13 a venerdì 24 febbraio.

Proprio per quest'ultimo Antonio mi ha esplicitamente dato il consenso di pubblicazione, direttamente in questa sede. Previa richiesta e successivo consenso di pubblicazione inoltre dalla stessa redazione de "La voce..." (che ringrazio qui pubblicamente!), posto pertanto il breve ma ottimo articolo inviatomi.
Grazie Antonio, grazie "Voce di Milano"; e buon lavoro!
MOZART A PALAZZO CLERICI La vita e i viaggi del genio musicale di Salisburgo in mostra a Milano
In occasione del 250° anniversario della nascita di Mozart, l’ISPI, in collaborazione con
la Fondazione Gioventù Musicale d’Italia, promuove un’esperienza unica per ricordare il passaggio di Mozart a Milano.
Recentemente Armando Torno ha ricomposto i tasselli del mosaico in “Mozart a Milano” (Ed.Mondadori).
Il carnevale ambrosiano, le esecuzioni capitali, le suonate d'organo nella chiesa di San Marco, i concerti, le frequentazioni dei cantanti, le serate in casa del conte Karl Joseph von Firmian sono le vicende che coronano i brevi giorni meneghini di Mozart.
Non uno, ma ben quattro soggiorni hanno visto ospite il compositore tra i più geniali in una Milano austriaca, tra il gennaio 1770 e il marzo 1773, per un totale di circa 360 giorni. Gli edifici che ospitarono il giovane Wolfgang e suo padre, ossia la foresteria del Convento di San Marco (al cui posto sorge il liceo Parini), gli edifici che attorniavano il Regio Ducal Teatro (il Teatro, che sorgeva alla destra del Palazo Reale andò distrutto nell’incendio del 1776) e palazzo Melzi (demolito dopo i bombardamenti del 1943) purtroppo non ci sono più e, oltre ai muri, sono andati perduti anche molti documenti. L’”ambientino di sgambetti e sgarbi dei teatri” in cui Mozart si trovò a comporre, rifletteva le invidie e le gelosie che così spesso affannano gli artisti ed i loro circoli chiusi ed elitari.
L’esperienza fu sostanziosa per la formazione del Mozart compositore, un’occasione di confronto che fece da incalzante stimolo alla sua fervida capacità realizzativa. Il dispiacere sottile di una Milano che non capì Mozart fino in fondo è consolato da ciò che invece questi si portò via dalla città: lo stile, ingrediente base per l’arte del comporre, assemblare e lasciar scorrere la propria vitalità nei versi, nelle note, nel colore. Sapere inoltre di un Mozart che proprio in Italia sfiorò le prime gonne e accarezzò le prime chiome, rende affabilmente giocosa la sua figura di genio, colorito da un frivolo rosa settecentesco, come appariva nel film Amadeus. I “divertimenti”, il “Don Giovanni”, le “Nozze di Figaro”, il “Così fan tutte” sono così entrati in un lessico leggero e boccaccesco che ricorda le alte frequentazioni, il piacere sopra ogni cosa, la bellezza burlona del genio scanzonato che si stupì delle lodi ricevute, in una Milano prodiga di coccarde ma dalla vista un po’ corta. L’ISPI, da sempre impegnato nel recupero e nella valorizzazione di Palazzo Clerici, in cui ha sede dal 1941, vuole ricordare
la Milano dei Lumi e le figure internazionali che l’hanno animata.
Il Passaggio di Mozart, certamente ospite di Palazzo Clerici nel 1771, verrà testimoniato da fotografie, manoscritti, frontespizi e ritratti di personaggi che fecero da contesto alla sua produzione musicale. Antonio Belloni
Ingresso libero, da lunedì 13 a venerdì 24 febbraio (escluso la domenica), dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Palazzo Clerici, (Via Clerici 5, 20120 Milano).
LINK UTILI La voce di Milano home page; Link diretto all'articolo qui pubblicato; Link diretto all'iniziativa su ispionline.it;
giovedì, 09 febbraio 2006
UNA BELLA DOMENICA... IN CARCERE
Stamane, durante la consueta e quotidiana cerimonia di apertura della casella mail, ecco arrivare la novità, paventatami in alcune missive precedenti a me inviate, direttamente da Umberto Gamba. Conoscendolo mi sarei aspettato di tutto, ma la realtà ha superato le aspettative. Proprio come dice il titolo sono stato invitato a partecipare ad una riproposizione del celeberrimo (nell'ambito bergamasco) concerto per la pace direttamente in carcere!
Prima due note su cosa sia il "Concerto per la pace". Nato esattamente dieci anni fa dalla mente di tre professori di religione dell'Istituto Fantoni di Clusone (umberto Gamba, Damiano Merlini e Aurelio Bertocchi) è precisamente un concerto legato in ogni modo possibile con il tema della pace. Dalle musiche alle danze, dalle canzoni cantate, alle atmosfere. Tutto a favore di una campagna di sensibilizzazione verso la pace. Naturalmente, giustamente, tutto da sempre rigorosamente gratuito. Anno per anno il concerto si è raffinato, sviluppato, ingigantito; tanto che, per capirci, quest'anno è stata fatta una edizione Light per quasi tutte le scuole della provincia, nel Palazzetto dello Sport di Bergamo! Palazzetto stracolmo, giovani carichissimi sul palco e io come ospite cantante e presentatore. Eheheh, già. Si da il caso infatti che io sia uno dei reduci del Concerto, uno di quelli che ha avuto la fortuna di vivere tutti i concerti, tutti gli anni. Tutti tranne uno... quello del 2004, dove nello stesso periodo ero con Katya in Perù per l'esperienza missionaria con l'Operazione Mato Grosso.
Tant'è... oggi dunque apro la posta ed ecco questa novità, che mi ha entusiasmato non poco e a cui do con piacere il mio consenso. Unica nota da tenere presente... il 15 marzo 2006 è la data del termine di Katya per la nascita di nostro figlio. Non vorrei che saltasse tutto per questo. Se mi permettete: non vorrei saltasse tutto GRAZIE a questo. Vedremo se mi sarà concesso... chi vivrà, vedrà!
Di seguito la bella mail dei tre pazzi maestri di vita:
"Carissimi
Aurelio Damiano Marco Flavio Marco Mauro Davide Lesile Claudia Flavio Serena Sonia
Silvia Letizia Simone Mir Denis Eduardo Elisabetta Bono Davide Giorgio, Rinaldi Mauro e…
l’impegno per
la PACE che caratterizza da tempo la nostra amicizia è segnato da tanta creatività, da un uso bellissimo dei nostri talenti, dall’espressione entusiasta della nostra sensibilità… ci conosciamo tutti come persone attente a creare un'umanità solidale, nel rispetto di tutte le identità, consapevoli che solo il confronto e il rispetto tra noi e con gli altri ci fanno veramente maturare.
Ci auguriamo che il nostro impegno per
la PACE continui a rivendicare uguali diritti per ognuno degli esseri umani che abitano il mondo: un mondo fatto di volti, di storie, di pene ed allegrie… un mondo con una pace non inerme, non semplicemente esortativa ("vogliamo la pace") o consolatoria ("la pace, qualunque sia"), ma una pace di tipo nuovo, capace di conoscere e guidare un cambiamento che sappia parlare le parole della giustizia e della libertà; giustizia e libertà come parole che ci impegnano a crescere come singoli e come comunità, rendendosi conto di appartenere allo stesso genere umano ed allo stesso destino.
Ma per poter realizzare tutto questo, ognuno di noi è chiamato ad un grande sforzo: quello di saper sognare.
E un’altra piccola fetta del grande sogno si potrebbe realizzare andando a PASSARE UNA BELLA DOMENICA…IN CARCERE !!!
Si è creato un contatto con il Cappellano del Carcere di Brescia che ci prospetta la possibilità di presentare il CONCERTO PER
LA PACE (versione 6 dicembre 2005 al Palazzetto dello Sport di Bergamo) agli ospiti del Carcere di BRESCIA la ormai prossima DOMENICA 19 MARZO 2006.
Per poterci rendere conto della possibilità di aderire a questa grandissima opportunità
(per noi e per gli ospiti del carcere) ci occorrerebbe sapere chi può esserci;
intanto crediamo che la cosa potrà essere organizzata più o meno in questi termini:
-
proporre il CONCERTO PER
LA PACE nella versione “leggera” del 6 dicembre 2005 al Palazzetto dello Sport di Bergamo) grossomodo con le medesime canzoni e video;
-
fare una sola prova in giornata/serata da concordare;
-
organizzare un service “fatto in casa” con amplificazione e tecnologia varia da recuperare tra amici e conoscenti (gratuitamente!!! non ci sono soldi…);
-
organizzare i trasporti con mezzi propri;
-
avere a disposizione la giornata di DOMENICA 19 MARZO (credibilmente il mattino per montare, il pomeriggio per lo spettacolo, la serata per smontare e…scappare a casa!);
-
bisogna avere necessariamente compiuto i 18 anni (quindi niente coro, se non le già maggiorenni, e niente balletti…)
Vi sarei molto grato se mi deste una disponibilità di massima AL PIU’ PRESTO, per poter concordare il tutto con
la Direzione del Carcere (immaginiamo che anche questo aspetto non sia dei più facili!).
Io ho scritto la mail agli indirizzi che vedete, voi fatemi il piacere di passare voce a chi non è citato e… consultatevi sul da farsi!
Aspetto una sollecita risposta!
Approfitteremo dell’occasione anche per parlare e decidere qualcosa del famoso decimo CONCERTO PER
LA PACE che ormai è quasi certo slitterà a novembre 2006 per farne una versione memorabile!!!"
LINK UTILI Il concerto della pace a Villa d'Ogna (L'eco di Bergamo); L'edizione 2003 su AIFO.it L'edizione 2004 sulla home del Liceo Amaldi
lunedì, 09 gennaio 2006
O DI COME SANT'ANTONIO TENTO' DI LIBERARSI DALLE CATENE...
La cara Philosofia ha richiesto, tramite apposito post, di continuare una sorta di Catena di Sant'Antonio che su tantissimi blog sta ora imperversando. Come le scrissi nei commenti del medesimo, non sono mai stato molto favorevole a queste perdite di tempo.
MA
- dato che il testimone me l'ha passato una persona di cui ho molta stima;
- ho giusto due minuti da perdere;
- credo che ragionare su sé stessi a volte è un ottimo modo per perdere tempo;
- sapendo che questa "catena" può avere come scopo finale il precendente punto;
- certo di poter scardinare sul mio blog, senza pormi tante remore, l'intera serie di dettami del passa-testimone;
- notando la scarsità di post scritti da me in questo periodo;
- certo di fare cosa gradita a pochi e sgradita a tanti;
ecco le mie risposte alle 7 domande che circolano nella rete. Come potete notare l'ultima non ha 7 risposte. Non mi interessa naturalmente.
Ma se cercate la perfezione (che è sempre di matrice inumana) potreste cercarla riunendo le 7 motivazioni sopra addotte che mi hanno spinto a scrivere questo post.
sette cose che spero di fare prima di morire
-
camminare sempre verso Dio attraverso l’uomo
-
dare la (mia) vita ai bimbi che verranno temporaneamente consegnati a me e a Katya
-
sentire di essere stato utile
-
capire d’aver sempre cantato per gli altri, mai per me stesso
-
ringraziare i miei genitori perché non sanno quanto ho capito di questa porca vita, grazie a loro
-
ringraziare, ringraziare, ringraziare tutti
-
sentire dentro di me che la mia morte è giusta e quindi accoglierla con legittimo rispetto
sette cose che non so fare
-
ringraziare i miei genitori…
-
accontentarmi di quello che so
-
essere soddisfatto di quello che creo
-
essere pienamente generoso
-
non soffrire quando capisco che una persona sta male
-
non soffrire quando capisco quanto sono miserabile
-
non comprarmi libri che inevitabilmente finirò per leggere fra tanti, troppi anni
sette cose che mi piacciono di mia moglie
-
la dolcezza
-
l’ingenuità della sua fede
-
il suo porsi domande che a me non sovvengono
-
le sue semplici risposte alle mie continue domande
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la vitalità
-
la forza dell’animo nascosta in un crogiuolo di dubbi su sé stessa
-
la generosità
sette cose che dico spesso
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Spegni quella cazzo di televisione!
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Se Dio vuole…
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Non temere!
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Appoggia la voce!!!
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Scusa
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Sei un grande! (oppure, a scelta, "sei un figo!")
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Grazie.
sette libri che amo
-
La Bibbia
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Le petit prince, Antoine de Saint-Exupéry
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Scritti spirituali, Blaise Pascal
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Tutti gli universi possibili e altri ancora, Italo Mazzitelli
-
Tutte le opere di Claudio Monteverdi, a cura di Gianfrancesco Malipiero
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(vuoto) - per i futuri libri che sapranno donarmi riflessioni finora inaccessibili
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Quello che qualcuno sta scrivendo anche attraverso la mia vita
sette film che amo per ora e che spesso rivedo
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Tonari no Totoro, Hayao Miyazaki
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La sottile linea rossa, Terrence Mallick
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Hana-bi, Takeshi Kitano
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Audition, Takashi Miike
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Il Vangelo secondo Matteo, Pier Paolo Pisolini
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Una storia vera, David Lynch
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Omohide Poroporo, Isao Takahata
sette amici a cui passo il testimone? Bah, ne bastano tre:
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Cioè i collaboratori di questo umile blog. Anch'essi liberi, come al solito, di esprimere ciò che vogliono. Anche il loro rifiuto categorico.
EDIT: Con il commento della streghetta mi è venuta la curiosità di conoscere le sue risposte. A questo punto passo il testimone, per mera curiosità, proprio a lei: Strega Porcupina.
venerdì, 28 ottobre 2005
GRAZIE A TE!
Ricevo questa mail che pubblico volentieri per serbarne il ricordo e soprattutto per ringraziare pubblicamente Gabriella per la fiducia concessa a me e ai miei deliri durante la preparazione della sua tesi, complimentandomi per il risultato finale. Mi è stato concesso di poter pubblicare sul blog degli stralci della tesi che verrà pubblicata il 31 ottobre 2005. E naturalmente saranno degli stralci legati allo studio della vocalità. Anche di questa possibilità devo ringraziarti Gabriella. Buona fortuna per la tua vita, la tua carriera, il tuo canto libero!
Ciao Mauro!
E' da un pò che non mi faccio sentire, ma sono stata presa dagli ultimi preparativi per il giorno della laurea, fissato al 31 ottobre ore 11 in quel di Fisciano (SA)... non hai idea di quanta tensione abbia accumulato nel finire di scrivere, stampare, rilegare e consegnare la tesi! Sono stati giorni molto frenetici però sembra che l'obiettivo sia stato raggiunto. La mia prof.ssa relatrice sembra molto entusiasta del la voro svolto, e soprattutto entusiasta delle registrazioni che ho fatto per allegarle alla presentazione power point che mostrerò in seduta di laurea.
Ebbene sì... alla fine ho seguito il tuo consiglio e mi sono rivolta ad un fonico delle mie parti che ha curato gli spettacoli che ho fatto. Insieme abbiamo registrato "Memory" e abbiamo applicato alla stessa traccia gli effetti che ho descritto nella tesi... e sembra che la cosa sia piaciuta! Ora speriamo che mi diano il massimo del punteggio!
Sapessi quanto sono agitata... speriamo che passi subito quel momento e che vada tutto per il meglio!!
Approfitto per ringraziarti ancora una volta del prezioso aiuto che mi hai dato... mi hai aperto la strada in un momento in cui mi trovavo un pò persa nell'organizzazione del lavoro, e le tue indicazioni mi sono state preziose... ovviamente il tuo blog è stato citato nella sitografia della tesi come promesso!!
Ti lascio ai tuoi impegni, e spero che la nostra conoscenza epistolare non si interrompa quì!
Grazie ancora di tutto!"
mercoledì, 28 settembre 2005
GLI EVIRATI CANTORI ED IL LORO TEMPO
Tempo di mail e di consigli. Posto ancora, sempre su accettazione dell'interessato, una risposta alla mail di richiesta inviatami da Dario avente come argomento centrale alcune domande sui castrati e sul loro tempo. Naturalmente ce già moltissimo in rete e prima o poi farò un vero e proprio articolo su di essi, ma per ora accontentatevi di questo misero elenco di siti su cui basare le prime ricerche e alcuni consigli su cantanti a noi conterranei di un certo spessore.

[...]Mi servirebbe il tuo aiuto. Vorrei sentire alcune arie per castrati. Un mio caro amico mi ha consigliato di procurarmi una delle numerose raccolte di Andreas Scholl e, eventualmente, il Giulio Cesare di Haendel dirett da Minkowsky. Mi sapresti dare qualche indicazione riguardo alle raccolte, dal momento che ne esistono molte? Inoltre, potresti consigliarmi qualche opera, possibilmente in lingua italiana, in cui le parti per questi singolari cantanti sono consistenti?
In materia non sono molto ferrato in quanto non ho mai avuto allievi controtenori e/o sopranisti e non ho mai seriamente riflettuto su tale repertorio. Scholl è un grande cantante e sicuramente una sua raccolta vale l'altra. Le raccolte non sono i miei dischi preferiti, ma non nego che siano pratici! Il discorso è che in un certo periodo storico della musica occidentale i castrati erano considerati fondamentali per l'esecuzione musicale quindi tutto quello che è legato al 1600 fino al tardo 1700 può essere cantato da un controtenore senza giungere all'errore filologico. Figurati che lo stesso Tancredi di Rossini datato 1813 ha come protagonista un eroe maschile con voce femminile (oggi di solito cantanto da contralti con ottimo sviluppo d'estensione o mezzosoprani con buonissime gravi!). Pertanto è durissima darti una indicazione in questo senso, in quanto tutto sarà sempre impreciso! Intanto cercati qualcosa riguardo ad Alessandro Moreschi, l'ultimo castrato del mondo e l'unico che ha lasciato testimonianze registrate. http://www.haendel.it/interpreti/old/moreschi.htm
Qui invece trovi tutti i nomi degli interpreti di oggi di canto barocco (dove i castrati la facevano da padroni): http://www.haendel.it/interpreti/new.htm Tieni in particolare considerazione i nostri conterranei: il bravissimo Roberto Balconi (ottima dizione, gusto sopraffino, splendida emissione); il bravo Angelo Manzotti (specialista nelle variazioni, buona dizione, voce di timbrica non bellissima, ma sicura!).
Infine lessi circa 7 anni fa un buon libro sui castrati, ma di antichissima data che si intitola: "Gli evirati cantori" di Barbier Patrick (rizzoli, 1991); introvabile in libreria ma rintracciabilissimo nelle biblioteche che in quel periodo lo acquistarono come visibile nelle biblioteche della provincia di bergamo: http://bergamo.ebiblio.it/opac/opac.jsp?Fase=Isbd&cod_notizia=AL00076421&Titolo=Gli%20*evirati%20cantori
Insomma... buona ricerca!
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