martedì, 27 giugno 2006
LA RASSEGNA INCANTATA
Riprendo, trasfigurandolo, il pessimo titolo italiano di uno dei più famosi film d'animazione del mio regista preferito, per segnalare ai miei lettori, molti dei quali condividono questa mia passione, una straordinaria Rassegna cinematografica organizzata dalla Fondazione Cineteca Italiana di Milano.
Le proiezioni di tutti (manca solo Il castello di Cagliostro, ma il resto c'è!) i film di Miya-san avverranno nei locali dello Spazio Oberdan (V.le Vittorio Veneto, 2 angolo P.zza Oberdan - 20121 Milano) e prevedono per l'inaugurazione della rassegna un concerto della straordinaria pianista Haruna Nakada, conosciuta insieme a Katya, Lorenzo e ai ragazzi del Forum dello Studio Ghibli giusto una settimana fa, seguito a ruota dalla proiezione di "Tonari no Totoro" sottotitolato in Italiano!
Ecco i film presentati, i connotati tecnici e le date della proiezione. Direttamente dalla mail pervenutami dall'organizzazione:
IL CASTELLO ERRANTE DI HOWL (Hauru no Ugoku Shiro)
 R. e sc.: Hayao Miyazaki, dal romanzo di Diana Wynne Jones. Fot.: Shigeo Sugimura. Mus. orig.: Joe Hisaishi. Mont.: Takeshi Seyama. Giappone, 2004, col., 119’.
Sophie, diciotto anni e un misero lavoro per tirare avanti, un giorno incontra il mago Howl, giovane, bello e un po’ fatuo. Gelosa di lei, la strega della spazzatura la trasforma in una decrepita novantenne che entra a servizio nel castello semovente del mago Howl. Dopo incredibili peripezie, Sophie ritroverà la sua giovinezza e il mondo un po’ di pace.
Sa. 1 lug. (h 17)/Sa. 8 lug. (h 15)
LA CITTÀ INCANTATA (Sent to Chihiro no Kamikakushi)
 R. e sc.: Hayao Miyazaki. Fot.: Atsushi Okui. Mus. orig.: Joe Hisaishi. Mont.: Takeshi Seyama. Giappone, 2001, col., 125’.
L’avventura di Chihiro, ragazzina di 10 anni che s perde e si ritrova in una misteriosa città. Scopre presto che si tratta di un regno incantato, governato da una perfida strega e popolato da esseri strani e meravigliosi. Con il suo coraggio e la sua intelligenza, Chihiro riuscirà a riportare la pace e la serenità in quel magico luogo.
Do. 2 lug. (h 19)
KIKI – CONSEGNE A DOMICILIO (Majo no Takkyubin)
 R. e sc.: Hayao Miyazaki, dal libro di Eiko Kadono. Fot.: Shigeo Sugimura. Mus. orig.: Joe Hisaishi, Sidney Forest. Mont.: Takeshi Seyama. Giappone, 1989, col., 103’, Beta.
Kiki è una strega alle prime armi ma decisa ad apprendere tutti segreti della magia. Così si impegna a fondo per imparare, sempre accompagnata dal suo gatto Jiji, e nel frattempo cura un servizio di consegne sfruttando i poteri di una scopa volante.
Do. 2 lug. (h 15)/Do. 9 lug. (h 15)
LAPUTA IL CASTELLO NEL CIELO (Tenku no shiro Laputa)
 R. e sc.: Hayao Miyazaki. Mus. orig.: Joe Hisaishi. Mont.: Takeshi Seyama, Yoshihiro Kasahara, H. Miyazaki. Giappone, 1986, col., 124’, Beta.
Sheeta e Pazu sono due giovani amici decisi a scoprire i segreti della misteriosa isola di Laputa. Si ritrovano così all’interno di un castello nascosto fra le nuvole, dove faranno una serie di incontri e dovranno affrontare pericoli del tutto imprevedibili.
Me. 5 lug. (h 19)/Do. 9 lug. (h 21.30)
IL MIO VICINO TOTORO (Tonari no Totoro)
 R.e sc.: Hayao Miyazaki. Dir. Animazione: Yashiharu Sato. Mus. orig.: Joe Hisaishi. Giappone, 1988, col., 86’, Beta, v.o. sott. ital.
Per stare accanto alla madre, in ospedale perché reduce da una malattia, la piccola Mei e la sorella maggiore Satsuki, si trasferiscono col padre in campagna. Un giorno Mei scopre una minuscola creatura e la segue nella cavità di un albero enorme. Là scopre Totoro, una gigante creatura pelosa delle dimensioni di una piccola casa. Totoro e i suoi amici non possono essere visti dagli adulti, ma solo dai bambini che li amano...
Sa. 1 lug. (dalle 21, dopo il concerto di Haruna Nakada)
Sa. 8 lug. (h 17.15)
NAUSICAÄ NELLA VALLE DEL VENTO (Kaze no Tani no Nausicaä)
 R.e sc.: Hayao Miyazaki, dal,suo manga. Dir. Animazione: Kazuo Komatsubara. Mus. orig.: Joe Hisaishi. Giappone, 1984, col., Beta, 117’.
Distrutta da Sette Giorni di Fuoco, la terra diventa dimora di insetti giganti ed enormi funghi velenosi. Il pianeta, dominato dal Mare di Corruzione e da piccoli regni contrastanti ospita anche un piccolo regno felice, la Valle del Vento, protetto contro i veleni del mare dai venti dall’oceano. La figlia del suo sovrano, Nausicaa, deve correre contro il tempo per impedire l’utilizzo di tremende armi di distruzione di massa.
Sa. 1 lug. (h 15)/Sa. 8 lug. (h 21.30)
PORCO ROSSO (Kurenai no Buta)
 R.e sc.: Hayao Miyazaki. Dir. Animazione: Masashi Andô. Mus. orig.: Joe Hisaishi. Giappone, 1992, col., 93’, Beta., v.o. sott. ital.
Sul Mare Adriatico, dopo la Prima Guerra Mondiale, molti assi volanti diventano "pirati del cielo" assaltando le rotte marine. Marco "Porco" Rosso, un cacciatore di taglie dal biplano scarlatto, è disposto ad opporsi ai pirati dietro compenso. Ma questi ultimi assolderanno ben presto l’asso americano Donald Curtis per eliminare lo scomodo avversario.
Do. 2 lug. (h 21.30)/Me. 5 lug. (h 21.30)
PRINCIPESSA MONONOKE (Mononoke Hime)
 R. e sc.: Hayao Miyazaki. Fot.: Atsushi Okui. Mus. orig.: Joe Hisaishi. Mont.: Takeshi Seyama, H. Miyazaki. Giappone, 1997, col., 134’.
Un bellissimo bosco fatato è sotto l’insidia di uomini dispotici e violenti, che vorrebbero invaderlo con intenzioni non certo pacifiche. Ma il bosco è sotto la protezione di entità soprannaturali, ben decise a scongiurare il pericolo rappresentato dagli umani.
Do. 9 lug. (h 19)
Qui il programma delle proiezioni di luglio. Qui il pdf con il programma completo
Beh....
A mio avviso, semplicemente imperdibile!
venerdì, 26 maggio 2006
STUDIO GHIBLI FANS CLUB
Scusandomi con i lettori per il pochissimo tempo che dedico al blog in questo periodo, mi accingo a proporvi un post dedicato semplicemente al mio forum preferito. La motivazione che mi spinge a scriverne questa palese pubblicità nasce da due episodi importanti che hanno caratterizzato l'ultimo anno del forum in questione. Proprio questi due episodi hanno fatto esclamare a Shito, membro esso stesso della community, la frase che poi ho utilizzato come titolo al presente articolo! Proprio questi due episodi vorrei narrarvi:
IL PRIMO: SEMPLICEMENTE INCREDIBILE!
Era il 24 marzo 2005 quando all'amico musicista Muska viene in mente l'impossibile. Rubo le sue parole: "Da discorsi avuti con addetti del settore, sembreremmo ancora in tempo a richiedere alla Lucky Red una certa attenzione nella traduzione ed adattamento dell'opera, per evitare le spiacevoli inesattezze che sappiamo essere sempre in agguato, verificatesi per esempio per "Sen to Chihiro no kamikakushi". Mi è stato detto che una richiesta seria e garbata, firmata dal maggior numero di appassionati possibile, potrebbe avere una sua piccola ragion d'essere nella valutazione del problema, ed io, dato che non costa grande fatica, sto preparando una bozza accettabile. In particolare, oltre ad una raccomandazione generale, indicherò anche il nome di Shito come consulente suggerito per le necessarie lavorazioni.
Chi fosse d'accordo con questa iniziativa deve essere disposto poi a inviare nome e cognome vero. Chiedo quindi qui sul Forum in quanti siamo, basta per ora un breve messaggio di conferma ed adesione[...]"
Naturalmente accettano moltissimi utenti, fra cui io. Insomma, il signor Shito è autore dei perfetti dialoghi di "kiki's delivery service" e "Laputa" edititi (finalmente!!!) in DVD in Italia dalla Buenavista Disney! Per gli appassionati veri capolavori di doppiaggio "fedele all'originale"! Shtio è incredulo e lusingato, ma vuole sperare: ci crede insomma! Noi ci affidiamo a San Takahata protettore dei capolavori, ma il clima di sfiducia nei confronti delle case distributrici di film, soprattutto in Italia, è per noi appassionati di Miyazaki sempre altissimo. E' stata poi redatta una lettera, sempre dal mitico musico sopra citato, indirizzata ad Andrea Occhipinti, direttore della famossisima casa di produzione e distribuzione cinematografica italiana Lucky Red. Precisa, attenta e puntuale la missiva era del tenore seguente: "Gent.mo Sig. *********, a nome di un qualificato gruppo di persone accomunate dall'interesse e dalla passione per le arti visive, comprendente anche alcuni professionisti del settore e addetti ai lavori, Le scrivo nell'imminenza dell'edizione italiana dell'ultima opera di Miyazaki Hayao ("Hauru no Ugoku Shiro" o "Il castello errante di Howl"), di cui la Lucky Red si è aggiudicata i diritti di distribuzione per il nostro Paese.
Intendiamo infatti sottoporLe una preoccupazione assai diffusa circa il delicato e fondamentale lavoro di traduzione, adattamento e doppiaggio dell'opera, che si sta affermando come una delle più importanti della storia del cinema di animazione, e che rappresenta già ora uno dei maggiori successi commerciali mondiali. Ciò è in questi giorni ampiamente dibattuto anche sulla comunità telematica italiana esplicitamente dedicata all'opera del Maestro giapponese.
Dati gli arbitrii e gli stravolgimenti lessicali, se non sinottici, a cui spesso vanno incontro molte opere nelle edizioni italiane, e dopo l'amara esperienza di piccole e grandi pecche presenti nelle versioni italiane de "La principessa Mononoke" e perfino del multipremiato "La città incantata", che non sono passate inosservate alla parte più preparata e qualificata del pubblico di Miyazaki (ormai divenuto regista assai seguito e di culto anche nel nostro Paese), e constatata da tempo la presenza in Italia di una figura professionale che impersonerebbe la garanzia di un risultato per Voi ineccepibile e certamente prestigioso, cioè Gualtiero Cannarsi, con la presente noi Le chiediamo vivamente e fondatamente di prendere in considerazione la possibilità di affidare a lui una responsabilità operativa professionale (la più ampia possibile) per le attività di traduzione, adattamento e anche di doppiaggio de "Il castello errante di Howl". La storia professionale di Cannarsi è eloquente, e dopo aver direttamente e personalmente verificato la sua più totale disponibilità, mi permetto di inviarLe il suo curriculm, da lui stesso messomi a disposizione, a titolo di Suo più comodo riferimento.
Credo non a caso la Disney, dopo le suddette delusioni di adattamento, si rivolse a lui per quelle che poi si rivelarono le eccellenti edizioni di "Kiki" e "Laputa", due capolavori di Miyazaki che rappresentano a tutt'oggi i migliori esempi di versioni italiane dei suoi films; inoltre Buena Vista si è avvalsa della collaborazione di Cannarsi per molti altri film di Miyazaki e dello Studio Ghibli (Porco Rosso, Nausicaa, Whisper of the Heart, Totoro, Pom Poko) . Il suo lavoro anche nell'ultima fase dell'edizione italiana consentirebbe quella cura dei dettagli e quell'attenzione meticolosa e multidisciplinare che tanto vantaggio e pregio ha assicurato nei lavori sin qui da lui seguiti.
L'Oscar prima, poi il Leone d'Oro e nel prossimo autunno le celebrazioni per la carriera di Miyazaki credo inducano ad una ragionevole e per Voi forse indispensabile ricerca di cura ed attenzione per l'edizione italiana, che sarebbe valorizzata a nostro parere in modo brillante da una rassicurante e competente presenza professionale come quella da noi suggerita.
Grazie per l'attenzione e buon lavoro,
(segue elenco nomi e località)"
Dunque? Beh, la lettera viene spedita, firmata da 46 utenti (si, pochi ma buoni), sia via mail che per vie tradizionali, all'attenzione del gran capoccia della Lucky Red. La prima risposta arriva prestissimo ed arriva proprio dagli alti vertici! ecco la breve mail di Andrea: "Caro Fabio, grazie per il suggerimento, faremo del nostro meglio, mi fa piacere che ci siano delle persone cosi appassionate. Un saluto Andrea"
E' praticamente il massimo a cui aspiravamo! Apriamo gli spumanti da 3 euro e brindiamo: la coscienza è apposto!
MA!
Ecco giungere la notizia pochi giorni dopo che Shito è stato invitato ad un colloquio di lavoro in sede della Lucky Red! Noi siamo semplicemente esterefatti... E Shito naturalmente lo è di più! Il colloquio si svolge e la sua storia viene narrata dal protagonista stesso con parole appassionanti! "Un risultato incredibile[...] Allo stato attuale, la mia collobazione sembra certa, sia per adattamento (che dovrei curare in toto, e su traduzione di persona da me indicata), sia per lavoro di doppiaggio in sala, dove dovrei affiancare il professionista di cui sopra.
La causa di questa anomalia è stata esplicitamente indicata nella lettera ricevuta a firma dei frequentatori (più extra) di questo forum.
Ci tengo anche a dire che non solo il signor Occhipinti mi ha fatto un'ottima impressione, ovvero quella di un dirigente sì, ma ben sopra le righe e addentro a questioni artistiche, ma pure mi è parso rilevare una notevole attenzione nei confronti del prodotto Howl, posso supporre anche grazie a un sopraggiunto Leone alla carriera.
I dettagli sono ancora da definire. Non so con esattezza cosa potrò curare con le mie mani, e quanto la lavorazione sarà supportata a livello finanziario. Questo si vedrà. Per ora, posso solo dire che tutti i miei suggerimenti e le mie osservazioni sono quantomeno state ascoltate, e non mi è parso proprio con orecchi da mercante. E' anche evidente un certo livello di attenzione da parte della controparte giapponese, come è sempre stato per tutti i titoli Ghibli, e questo mi pare bene, vista la possibilità di gestione assistita che l'esperienza dei precedenti film dovrebbe darmi.
Che dire?
E' veramente incredibile, questo risultato. Gli auspici sono a dir poco dei migliori. Se le cose andranno per il meglio, si potrebbe arrivare a una lavorazione di alto livello. Ma anche andando 'per il peggio', mi piace pensare di poter comunque offrire un certo livello di garanzia. Credo che avrò maggiori dettagli nella prossima settimana."
Ed eccoli i dettagli: Shito ha avuto il compito di tradurre la sceneggiatura, adattarla, scegliere il cast dei doppiatori, assistere e dirigere il doppiaggio. Praticamente tutto ha poggiato su di lui. Semplicemente un vero miracolo!
Ed ora, ogni qual volta iniziano i titoli di coda nel DVD di Howl, e vedo in grande il nome di Shito come Direttore dello splendido doppiaggio, ripenso con un sorriso sulle labbra a questo episodio che, nel suo carattere elitario, dimostra come in fondo esistano ancora persone sensibili e rispettose del proprio lavoro e che quindi vedano il loro pubblico come un'insieme di persone attive ed intelligenti e non solo come un semplice mercato!
Una vera lezione!
Qui trovate il post che documenta tutto!
IL SECONDO: SEMPLICEMENTE INCORAGGIANTE!
Il secondo episodio, accaduto poco tempo fa, non è così incredibile, ma dimostra ancora una volta come la passione e la buona volontà spesso vincono la superficialità di fondo di organizzatori, produttori, manager.
Si parla di un semplice concerto per pianoforte solo. La solista è un'allieva giapponese in forza al Conservatorio Verdi di Milano e l'evento è pensato per il giovedi 18 maggio 2006. In programma musiche di Ryuchi Sakamoto e Joe Hisaishi. E naturalmente di quest'ultimo si propongono temi presi dai capolavori di Miyazaki! Apriti cielo! Il piccolo concertino di 40 minuti diviene meta per parecchi fans iscritti al forum e si segnalano persone disposte a salire in treno e macchina da Roma; appositamente! Una bella serata passata ad ascoltare musica amata e rivedere vecchi amici!
Tutto bene, tutto bello, tutto perfetto.
MA
siamo in Italia e la responsabilità agli impegni presi è quella che è. Il giorno prima il concerto viene annullato e spostato al.. giorno stesso! Cioè mercoledì si avvisa, con frasettina posta sulla home dell'evento, che il concerto gratuito è stato spostato alla sera stessa. Indignazione quindi è la parola d'ordine! Ma Kintaro, un altro caro amico, non ci sta! E insieme ad Arthesia tempesta di mail e telefonate la direzione della Triennale di Milano. Questa resta inebetita ed interdetta a sapere che quel concerto, proposto con sufficenza e senza particolari entusiasmi, abbia spinto diverse persone a salire da tutta Italia verso Milano!
Beh, sarò breve... ecco cosa sono riusciti a combinare questi due pazzi (Kintaro e Arthesia). Scrive quest'ultima: "domani al Conservatorio di Milano (zona San Babila) la pianista Haruna Nakada terrà una replica straordinaria SOLO PER NOI (!!!) del concerto tenuto oggi alla Triennale. Anzi, ritengo sarà sicuramente meglio: si terrà in un'aula o addiruttura in una sala concerti (e non in un atrio di un museo col brusio di sottofondo della gente che viene e va), verranno eseguiti brani non eseguiti oggi (uno su tutti: la promessa del mondo); probabilmente sarà presente una cantante giapponese amica della pianista in arrivo domani dal Giappone. L'orario dovrebbe essere intorno alle 19. La durata del concerto dovrebbe essere di circa 30 minuti (ma ovviamente chiederemo molti bis ). Notizie più precise le avrò domani in tarda mattinata e ve le comunicherò subito. ACCORRETE NUMEROSI."
Il concerto si tiene, la pianista è entusiasta del calore, della competenza e della passione degli utenti del forum per i quali ha suonato e tutto si conclude (letteralemente!) a tarallucci e vino in un ristorante di Milano, con Haruna in prima fila a comandare le ordinazioni di pizze della vasta tavolata. Noi (io e katya e lorenzo), purtroppo, mancavamo. Con nostra somma mestizia.
Ma resta di nuovo la consapevolezza che qualcosa è rimasto in questa società occidentale di quella celeberrima virtù, oramai sempre più rara: la passione! E questo, a par mio, non è poco!
Qui il post riguardo al concerto
lo so a cosa state pensando: il solito forum di pazzi otaku, luridi e sporchi, che conoscono quante volte è andato in bagno in un giorno infausto il regista dell'anime amato, ma senza vita sociale, timorosi della gente, paranoici ecc ecc ecc. Al di là del fatto che, come si può comprendere da questo articolo, li ci scrive un musicista (anzi due, se permettete...) e un direttore del doppiaggio, vagano per quelle lande desolate matematici, filosofi, giornalisti (autori anche di libri di argomento cinematografico), politicanti e filologi. So benissimo che la professione non fa l'uomo, anzi... allora torniamo a terra e concludiamo finalment il post.
Semplicemente trovo questo forum uno dei migliori esempi di community che discute, propone e concretizza. Il tutto con sapiente intelligenza ed enorme rispetto dell'altro. Ogni post può essere una vera lezione! Su tutti i campi, non certo solo sull'animazione giapponese! Quella è il mezzo, ragazzi... Il fine, lasciatemi chiudere retoricamente, siamo noi.
venerdì, 13 gennaio 2006
OSCAR A CHI?!
“Nella stagione dei riconoscimenti pre-Oscar spicca anche il Los Angeles Film Critics Award , premio della critica losangelina, assegnato al compositore giapponese Joe Hisaishi per la colonna sonora de Il Castello Errante di Howl, sua ultima collaborazione con il maestro dell'animazione Hayao Miyazaki. Hisaishi conquista dunque qualche lunghezza nella corsa verso la statuetta per le migliori musiche, per la quale vengono dati come favoriti il John Williams di Memorie di una Geisha, Gustavo Santaolalla per Brokeback Mountain e James Newton Howard per King Kong.”
Credo sappiano tutti quanto l’ambitissimo premio Oscar sia il risultato di controverse azioni di marketing, enormi battaglie pubblicitarie, forti pressioni delle major cinematografiche.
Non si ha certo bisogno di un Oscar per comprendere la grandezza o lo spessore di un regista (di solito idolatrato), di un attore (di solito americano), di un musicista (per lo più conosciuto).
E in questo caso la regola non fa eccezioni. Con l’inaspettato premio Oscar nella sezione Animazione a “Sen to Chihiro…” del Maestro Miyazaki nel 2003, si è creato moltissimo interesse su questa figura, culminato in Italia con la consegna del Leone d’Oro alla carriera durante la Mostra del Cinema del 2005.
Fin troppo facili qui le ironie: carriera? Quale carriera se nessuno in Italia conosce l’esistenza di questo regista, tranne chi ha avuto la ventura di vedere, vivere e amare i suoi film?!
Ma lasciamo perdere, si corre il rischio di finire fuori tema.
Quel che conta ora è che la freccia lanciata qualche annetto fa dal Leone d’Oro di Berlino (sempre per “Sen to Chihiro…”), seguito a ruota dall’Oscar, Leoni d’Oro e nastri d’argento e, e, e, ha portato anche un grande compositore di colonne sonore (e non) ad avvicinarsi all’Olimpo dei “prediletti da Hollywood”.
Questo post indefinito nasce effettivamente, volutamente monco. Chiedo scusa ai lettori del blog, abituati ad analisi che puntano alla praticità e supportate da ascolti definiti. Questo post non ha pretese didattiche e nemmeno d’analisi formali.
Non ancora per lo meno.
Si; perché al di là di come si concluderà la “faccenda Oscar” ritengo questo musicista meritevole di giusto approfondimento che, nei canali tradizionali italiani, trova ancora poco(nessuno) spazio.
Per questo motivo ritengo fondamentale, in previsione di mie future analisi di alcune fra le più belle pagine del maestro Hisaishi, tracciare qui un breve ritratto di questo artista. Abbiate pazienza.
JOE CHI?!
Joe Hisaishi, chiaramente uno pseudonimo che nasconde il vero nome Mamoru Fujisawa, è nato a Nakato il 6 dicembre 1950 ed è considerato in patria, a ragione, uno dei più grandi compositori per film in circolazione. Figura di altissimo profilo e grande fama, il suo nome risuona alle orecchie dei Giapponesi con la stessa stima e famigliarità con la quale noi ricordiamo Ennio Morricone. Chiaramente non è il solo compositore riconosciuto. Molti sono profeti di questo verbo particolare che risponde al nome di “compositore di Original Soundtrack” (OST). Dalle iperboli musicali crossover di Joko Kanno, alle misteriose melodie giapponesi sorrette da intrugli elettronici di Sakamoto, esiste tutta una cerchia di grandi artisti che meriterebbero più fama anche fra noi occidentali.
Ma è Hisaishi oggi il compositore che più si sta affacciando sulle scene musicali legate alla cinematografia; tanto quanto lo era il succitato Sakamoto alla fine degli anni ’80, subito dopo l’uscita dello straordinario film di Nagisa Oshima: “Merry Christmas, Mr. Lawrence” (da noi tradotto inspiegabilmente come Furyo).
Ma quali sono gli elementi della sua musica che in questo luogo ce lo fanno preferire ad altri in questo periodo? Componenti tali perlomeno da giustificare un post di siffatta natura? Soprattutto la bellezza delle melodie, la capacità d’orchestrazione, la bravura nell’arte della variazione, lo spiccato “senso teatrale” insito nelle scelte musicali del compositore, la volontà d’unire arrangiamenti orientali su melodie all’occidentale e viceversa.
Una commistione, quest’ultima, che spesso si ritrova anche nei film sui quali Hisaishi viene chiamato a lavorare. Dalla città portuale mittleuropea di “Kiki’s delivery service”, alla sporca periferia newyorkese in “Brothers” di Kitano, fino ad approdare alle lande alpine di “Howl’s moving castle”, le suggestioni per unire nella musica oriente ed occidente ci sono tutte. E Joe le utilizza a pieno, con giusta sapienza espressiva, con l’uso meticoloso dei silenzi, con incredibile raffinatezza nell’utilizzo della tavolozza orchestrale.
Significativo infatti che per rappresentare musicalmente un mondo totalmente orientale, legato al solo ambiente giapponese e ai suoi personaggi più conosciuti (samurai), l’amico Takeshi Kitano abbia preferito lo stile energico, percussivo, orientale di Keiichi Suzuki (compositore fra l’altro di un’ottima OST legata al recente “Tokyio’s Godfathers” di Satoshi Kon) all’orchestrazione ricca ed al fido pianoforte di Hisaishi.
Credo in fondo sia questa la grande originalità dello stile di Hisaishi: saper unire oriente ed occidente musicale, adottando gli strumenti più classici di entrambi i fronti. In confronto ad un elettronico come Sakamoto, Joe predilige invero il pianoforte a coda, sorretto da orchestre di stampo romantico, spesso sbilanciate verso le sezioni ad arco. Di fronte ad una Kanno, tutta tesa a riprendere puri stilemi musicali occidentali (il meraviglioso jazz-fusion contenuto nella OST di “Cowboy Bebop” ne è l’emblema), Hisaishi riprende l’uso delle percussioni care alla sua patria, fondendole però con una melodia portante, di puro stampo classicista.
E tutto questo, nei suoi lavori legati al cinema, lo fa nel completo rispetto dell’opera d’arte sulla quale egli sta lavorando; nel rispetto della storia che il film narra, delle immagini che compaiono sullo schermo, del regista stesso.
Chiaro quindi che spesso le sue OST possiedono piccoli limiti, per lo più legati dalle esigenze di storyboard e di sceneggiatura. Per questo motivo esistono in commercio più di un album per ogni colonna sonora. Prendiamo un esempio a caso.
Di “Princess Mononoke” (Regista: Miyazaki Hayao), Hisaishi ha composto un image album (pubblicato il 22/06/1996), l’OST del film (02/07/1997), una straordinaria Suite Sinfonica (08/07/1998) e alcuni brani confluiti poi nel concerto Super Orchestra Night 2001 (26/07/2002). Tutti queste partiture si basano sui leit motiv dell’anime di Miyazaki e sulle suggestioni che questo film crea.
Difficile capire come pochi temi melodici o armonici possano essere sviluppati, in tutte queste partiture, in modo coerente e raramente deleterio. Servirebbero analisi dettagliate, confronti fra altri artisti o forse, più semplicemente, degli ascolti attenti e curiosi.
Per ora chiudiamo qui, senza aggiungere molto di più a questa breve presentazione. Mi scuso di aver protratto parole non supportate da ascolti e soprattutto spesso più dedite ad un ricercar poetico di basso profilo che ad una analisi più o meno oggettiva.
FRA ORIENTE E OCCIDENTE: IL TEATRO DI CERESOLI
Mi piace concludere questo primo post dedicato al compositore Joe Hisaishi con un esempio che illustra la qualità delle sensazioni che nascono dall’attento ascolto della sua musica.
Mi è stato chiesto, alcuni mesi fa, dall’amico/regista/attore Luciano Ceresoli, di curare la parte musicale di uno spettacolo che debutterà a Giugno di quest’anno a Clusone (BG). Il compito era particolare perché non era una mera ricerca di materiale musicale, su cui si sarebbero recitate delle scene già scritte; bensì il regista necessitava di pagine in grado di poter amplificare le poche battute della sceneggiatura scritte fino a quel momento. Un lavoro quindi di ricreazione della scena, di riordino delle idee, di riscrittura delle emozioni, basato sulla musica che io avrei scelto.
Dati questi alti obiettivi finali, il mio primo pensiero è andato subito a Joe Hisaishi ed alle sue opere più riuscite. Gli ascolti che ho proposto hanno dato esito positivo, anzi esaltante! Luciano ha subito trovato nuove scene, nuovi movimenti, nuove entrate; ha scritto passi suggestivi, aggiunto prologhi, supportato la musica con scene di danze. Il tutto utilizzando musiche nate per film la cui storia non ha nulla a che spartire con lo spettacolo in preparazione, ma che condivide con essi i toni epici di certi momenti (Mononoke Hime), i silenzi estatici di alcuni movimenti (Kikujiro), la foga impetuosa di alcune danze (ancora Mononoke), l’emozionante commozione di certi sentimenti (Sen to Chihiro).
Significativa poi l’ambientazione della vicenda e il suo svolgimento sul palcoscenico. Il titolo credo renda benissimo il classicismo che impregna l’intero impianto teatrale della piece: “Atalanta e le mele d’oro”. Un mito antico, greco, totalmente occidentale nella filosofia, nella dinamica, nella tempistica.
Che pure si sposa magnificamente con musiche d’un compositore giapponese lontano anni luce dai languori classicisti, ma forse bravo a raccogliere su di un pentagramma emozioni comuni, sentimenti antichi.
Degno forse per questo di essere assurto a Classico Contemporaneo.
Parole vane senza esempi, è vero. Ma credo sia illuminate riportarvi di come, dall’ascolto delle migliori composizioni di Hisaishi, possano nascere e crescere esperienze artistiche diverse, profonde, alte.
Un artista eclettico dunque; amato da molti intellettuali, adorato dagli otaku del cinema giapponese, meritevole di futuri approfondimenti, di certo poco conosciuto in questa Italietta ancora troppo incline ad ascoltare un Albano in piena crisi di nervi per l’ennesimo Festival di San Remo saltato; poco propensa ad accorgersi di musiche composte per uno straordinario film d’animazione e che rischiano fin'anche di vincere “un’ambita” statuetta americana!
LINK DI APPROFONDIMENTO:
venerdì, 07 ottobre 2005
"COMPLIMENTI"... GUALTIERO!
Parafrasando il finale del geniale Evangelion scrivo questo post un poco anomalo, ma sincero e appassionato!
In primis questo scritto vuole essere uno spontaneo e lucido ringraziamento a Gualtiero Cannarsi per lo splendido lavoro effettuato sul doppiaggio e sul copione della edizione italiana di Howl's moving castle, per la cura al dettaglio, la scelta delle voci, la passione che trasuda dall'intera edizione italiana.

Secondo voglio soprattutto esprimere la mia totale adesione all'accuratissima analisi del film in questione reperibile sul suo blog. In attesa di rivederlo e trovare la forza per esprimere concetti non già altrove dibattuti, questa riflessione è a par mio la migliore reperibile in rete. Perfetta nella scrittura scorrevole, nella capacità di sintesi di un'opera complessa come Howl e colma di una passione per il proprio lavoro oramai introvabile anche negli ambienti artistici. Un plauso a scena aperta!
Analisi reperibile all'indirizzo http://juste.splinder.com/post/5924609 .
lunedì, 19 settembre 2005
STORIA DEL CASTELLO CHE VOLLE IMPARARE A VOLARE
Ieri sera, finalmente, presso il Cinema Multisala OZ di Brescia ho visto l'ultima fatica dello Studio Ghibli e del regista pluripremiato Hayao Miyazaki. Film difficile, ampiamente metaforico, graficamente splendido, assolutamente imperdibile. Ecco alcune impressioni a caldo e domande che riflettono i molti punti oscuri.
Fra le tante riflessioni formali e sostanziali che mi sovvengono su Howl, la prima riguarda la presunta maledizione della Strega delle Lande, rivelatasi poi una vera benedizione. Domande superficiali possono essere: cosa ha fatto sophie alla strega per avere una maledizione? Può essere solo gelosia della sua giovinezza che ha avvinto il giovane Howl? Una domanda più profonda (nella mia limitata intellighenzia): è anche la storia di due donne innamorate dello stesso uomo?
Beh, ma non è tutto... tanti sono i punti oscuri che la prima visione lascia. Conto naturalmente di rivederlo prestissimo, ma per ora questo è quanto: la Sullivan sembra tenere le fila di tutto e pare infatti che sia lei la creatrice della storia, per la quale rimpiange il lieto fine, nato dalla libertà dei personaggi di muoversi nella sua cornice (e il primo a poterlo fare è il meraviglioso cane "doppiogiochista"!);

Howl, nella sua straordinaria caratterizzazione di un bambino mai cresciuto, che ricerca la bellezza e si rifugia in caverne colme di giocattoli, alla fine cambia? A me sembra piuttosto che riacquisti un'anima proprio per poter iniziare una vera maturazione, con l'amore di Sophie accanto.
Sophie? Fondamentalmente non cambia mai e la maledizione è semplicemente il modo migliore per fargli capire chi è lei veramente! Non è emblematico che nella bruttezza e negli acciacchi della vecchiaia trovi il coraggio di andarsene dalla cappelleria e da una madre che non esiste? E proprio questa famiglia oramai scomparsa, uccisa con la morte di un padre adorato sembra infine l'ultimo grande dono di questo film.
Fra le tante domande infatti che le metafore utilizzate creano, v'è una sola certezza a par mio: l'inno alla famiglia riunita attorno al focolare e il focolare come elemento fondamentale per la STABILITA' della casa dove la famiglia abita: Markl: "allora siamo una famiglia?" Sophie: "si, siamo una famiglia"

Una riflessione finale al riguardo: Calcifer è si protettore e creatore della famiglia-focolare, ma è soprattutto un demone! Io l'ho visto in questo modo. Bisogna pur staccarsi prima o poi dalla famiglia d'origine, no?! "E l'uomo lascierà suo padre e sua madre..." dicevano gli antichi e il demone della vecchia famiglia, che crea protezione ma anche prigionia bisogna LIBERARLO, per poter essere liberi dalla giovinezza e dalla sua schiavitù, liberi di incominciare a crescere e formare una nuova famiglia, un nuovo focolare.
Una famiglia di due persone, nuova, che si crea dalla vecchia che ora è archetipo, spinta sempre dal demone del focolare che liberamente ha scelto di soggiornare in una casa del tutto simile alla precedente, ma che nella splendida realtà amorosa di una coppia, ora può anche volare.
Un consiglio che mi piacerebbe dare è cercare di non fermarsi alla storia stessa perchè si rischia di perdere il vero senso. Secondo me è un film straordinario perchè è un primo esempio di film oltreletterario di Hayao, un film che rifugge la "logica del racconto" di kantiana memoria e fa intravedere un immaginario che lascia sgomenti e affascina. Forse porsi tutte queste domande sulla fabula del film è un'operazione deleteria in quanto lo stesso regista pare non si ponga il problema. Anzi, fa di tutto per complicare un racconto particolare e renderlo meno chiaro, rifuggendo una "logica" consequenzialità nel montaggio. Insomma, a par mio l'oltreletterarietà cinematografica è il futuro del cinema e Miyazaki l'ha capito e comincia a sfruttarla! Questo film resterà negli annali per le diverse critiche che sta suscitando e susciterà. Critiche opposte, esattamente come il capolavoro "Strade perdute" di Lynch, primo vero lavoro oltreletterario cinematografico, precursore di una visione diversa di cinema, opposta alla logica hollywoodiana che riordina un immaginario sempre troppo povero.
Alla seconda visione, nuove visioni.
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