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mercoledì, 02 luglio 2008
ONORE A DYLAN
A fine maggio ho visto Bob Dylan in concerto a Bergamo.
E perchè ne parlo solo ora? Perché ho avuto l'occasione di scambiare quattro chiacchiere con qualcuno al riguardo, perchè ho trovato due minuti per scrivere a tal proposito sul forum dei Res Rei, perchè mi sono confrontato anche con altri che a questo concerto c'erano e che condividono le mie banali ma sincere riflessioni, perchè ho giusto due minuti da perdere e altro non voglio perdere per un tale concerto.
Cominciamo subito a dire che mi è parso un concerto abbastanza onesto, anche se sicuramente breve. Il primo problema credo sia a mio parere, da quello che ho sentito, il sound del nostro eroe: rimasto esattamente quello di 10 - 15 (20!) anni fa. O meglio questo è il MIO primo problema, a quanto pare quasi nessuno dei suoi fans ritiene che questo lo sia. Ma lasciatemi spiegare il mio punto di vista.
10 - 15 anni mi sembrano un pò troppi per pensare che la sua poetica non si sia spostata di una virgola. Sia nel canto (ok, è un eufemismo), ma soprattuto nella musica. Non bisogna stravolgersi, ma a volte basterebbe avere il coraggio di osare con qualche passo "diverso".
E penso al "Ghost..." di Springsteen. O al "Live in dublin" dello stesso. Due produzioni assolutamente springsteeniane, ma comunque innovative per lo stesso personaggio.
Meglio che non parli perchè forse nemmeno la mia "poetica artistica" sta cambiando, ma c'è anche da dire che è difficile farla cambiare se non puoi vivere appieno la tua arte e questo non significa nemmeno fare il professionsita, oberato di allievi e impossibilitato nel fare qualsivoglia cosa a causa del poco tempo e dei soliti grattacapi musicali.
Silenzio, tempo libero, scambi artistici, letture, visioni, ascolti e viaggi. Questo come minimo è il bagaglio necessario.
Se non li hai è dura cambiare poetica, agire sul confronto, camminare.
E chi ha la possibilità di possedere questo bagaglio, di viverlo, sfruttarlo e non lo fa, scusate, ma a me suona come il peggiore degli svogliati.
Lode e onore a Bob Dylan, ma resto convinto che l'harakiri dei Samurai a questi livelli è il massimo. Se sai di non poter dire più nulla, di essere arrivato al tuo apice, forse è meglio... certo SE lo sai di non poter dire nulla. Se ti accontenti di sfracellare le tue vecchie song con nuovi arrangiamenti che nuovi non sono, che suonano falsamente d'alta classe, ma che denunciano una scarsità assoluta di prove (e ci può anche stare, basta che non si capisca), improvvisazioni imbarazzanti (parto io, parti tu, partiamo insieme? Boh, tanto a questi va bene tutto...), questa facciamola lentissima (si semplicemente lentissima), "like a rolling..." me tocca farla, ma almeno rendiamola irriconoscibile e altre varie amenità.
Concedetemi, alla luce di questo discorso di bassa lega, un'ultima considerazione: il cammino dell'arte è fatto di costante crescita e non posso pensare che uno, che ne so, come Pollini si senta arrivato! Uno che fa arte non può sentirsi arrivato, ma deve voler proseguire, continuare, perseverare, perseguire, camminare.
A me il buon Bob mi ha dato la sensazione di uno che ha smesso di camminare (almeno) 10 anni fa. Con buona pace dei suoi adepti che ritengono che qualsiasi cosa faccia è fatta da un semideo orfeico, intoccabile e inavvicinabile.
Ha tutto il diritto d'essere tale, di sentirsi tale, di fermarsi, di rendersi intoccabile, inavvicinabile. Come io ho il diritto di dire che mi dispiace vedere questo artista che non ha voglia di dire nulla e che se dice qualcosa, lo dice a sé stesso. E cioè che se l'arte è comunicazione quando questa manca arte non è. E se la comunicazione avviene solo con sé stessi è arte mancata, presunta, inconclusa perchè in questo caso non esiste quella caratteristica a mio avviso fondante e cioè la carità con la quale ci si dona, attraverso questa presunta arte. Ne ho già scritto spesso, ed eccoci finalmente con un pò di pratica.
Ho anche il diritto di sentirmi trattato malamente, come una pezza da piedi buona solo a sganciare i 50 euro necessari per ascoltare certe prodezze sulla tastiera (ehm) e a vedere quanto il principe non abbia più vogliadi cantarsi. E questo, concedetemelo, lo si vede lontano 100 metri e cioè più o meno la distanza che separava la mia persona insignificante con la sua importante figura, china sul microfono e svogliata come solo le migliori star sanno essere...
All'uscita un caro amico incontrato per caso, fanatico di Dylan, mi dice: "beh dai, un concerto onesto, stessa scaletta di tre anni fa"... cioè fatemi capire: stessa scaletta? Medesime canzoni di tre (dico tre) anni fa?! Non dico di fare come Springsteen che la cambia ad ogni spiffero di vento o sussurro di fan, ma questo è proprio il massimo.
Mi rompo le balle io a fare un concerto acustico uguale all'altro a distanza di un mesetto (anche più), mi immagino uno che fa una tournè. Però anche questo, scusate, mi pare una bella prova di pigrizia.
Alla fine il sottoscritto, accompagnato da una amica fidata pisana (per fortuna c'era lei, almeno mi sono divertito) siamo andati ad un pub ancora aperto per cena (tanto era prestissimo...). Qui la barista ha messo sull'impianto del locale "Desire" di Dylan.
Tutto il disco.
L'abbiamo riascoltato dall'inizio alla fine.
Beh, grazie Bob per tutto quello che hai fatto.
Che HAI fatto.
L'importanza del verbo nella lingua italiana...
PS: inutile dire come hanno recensito "l'evento" i giornali locali. Si vede che sono abituati a farsi trattare in un certo modo.
martedì, 01 luglio 2008
Vi ricordate quando scrissi quel post dedicato alla chiusura di IMSLP? E cioè di quel database contenente le partiture di musica liberamente distribuite e scaricabili, chiuso dopo un'accusa infiammata giunta da una casa editrice incazzata nera al proprietario del sito?
Ebbene lor signori, il sito ha riaperto e naturalmente ora non posso che applaudere e redigere questo scritto.
Ora scusate ma ho delle partiture che cerco di reperire da tempo... e finalmente, di nuovo, rieccole!
giovedì, 29 maggio 2008
DELL'IMPOSSIBILITA' DI CONTENERE L'INCONTENIBILE
Sul blog dell'amico Marco Tonini si discorreva di X-Factor. In realtà del programa in sé si parla poco, subito il discorso è approdato a ottime riflessioni sull'arte musicale, già trattate in questi lidi. Con il commento sarcastico e nervoso di un certo Roby invece si è intavolata una discussione riguardante quello che può essere considerata "musica vera". Polemica sterile, ma solo se non la si vuole approfondire
Cito dai commenti del post:
Roby: [...]"stiamo parladno pur sempre di musica commerciale. sottolineamolo per favore. questi sono pagliacci. la musica è altra cosa. poi se si considerano “musicisti” i musicanti, allora è un discorso diverso.". Gli risponde per le rime, in modo pacato e a mio dire perfetto, Coniglione dicendo: "[...] Per quanto riguarda le polemiche sterili sulla musica come arte, sul pop che non è musica eccetera, credo che nessuno si possa ergere a giudice di cosa è musica e di cosa non lo è. In tutte le culture musicali non nostre, i paesaggi sonori sono completamente diversi da quelli a cui siamo abituati." e continua dicendo "[..]Musica è semplicemente tutto ciò che sentiamo, e a volte vediamo, che ascoltiamo senza più considerarlo rumore. Tutte le distinzioni che si fanno sopra, sono ad uso e consumo dello studio, della discussione, del litigio… della ricerca di un compositore o del viaggio nella conoscenza di un ascoltatore. Le distinzioni servono all’accademico, ma tante volte sono solo il pretesto dei fans per dire “io sono meglio di te”.
Il commento è molto bello e invito a leggerlo nella sua interezza. Dalla sua lettura ho cercato di formulare un ragionamento che cercasse di legare insieme le "verità" di Coniglione con il discorso "viscerale" di Roby che, brutto a dirsi, spesso sento nascere dentro me. Ed eccolo qui, nella sua meravigliosa banalità.
Non era Frank Zappa che disse: “un vero musicista saprebbe ascoltare una musica straordinaria all’interno di una fabbrica in funzione”? o quasi insomma… questo il sentire di musicista, ma di un ascoltatore? Beh, a mio avviso ogni musica ha una sua motivazione interna e l’ascoltatore deve essere almeno in grado di cogliere questa motivazione, per comprendere le PROPRIE motivazioni d’ascolto d’una musica.
Di solito, quasi sempre, le motivazioni interne alla musica pop/televisiva contemporanea sono di mero passatempo e credo che chiunque se ne renda conto, in modo conscio o inconscio. Naturalmente i produttori cercano in modo più o meno subdolo, più o meno riuscito, di nascondere questa banale motivazione, che però spessissimo si mostra alle orecchie dei più. Perchè oramai chiunque (anche il fan) è in grado di stabilire che Vasco non scrive un testo definibile tale da decenni e che i Negramaro sono una delle band più “leccate” in circolazione oggi giorno nel panorama italiano (ne ho la prova visto che mia moglie li ascolta e ogni volta che li ascolta mi dice: “non cominciare a farmi ricordare che queste belle melodie hanno anche dei testi perchè altrimenti mi viene da toglierli subito, ho voglia di questo rockettino mentre stiro!”, “certo certo cara…” ;).
Pertanto non è questione di innalzarsi a maestri e vati indicando con l’indice la via per la “vera musica” (non comprendendo quindi quel che Zappa diceva e cioè che un orecchio artistico sente musica ovunque!), bensì si far accorgere gli ascoltatori di una data musica che tale musica è un prodotto di un certo ragionamento che poco ha a che vedere con l’idea di un’arte comunicatrice d’affetti e/o di carità d’un narciso che è l’artista.
Bensì essa nasce, cresce e muore in un contesto giullaresco, di divertimento, di goliardia, di passatempo che probabilmente avrà poco futuro se non tanto quanto le battute migliori del miglior buffone di corte dei Gonzaga.
Una volta compreso questo, e cioè che la musica è tanto grande da poter ESSERE TUTTO QUESTO e anche ben altro, sta a noi decidere se davvero apprezziamo la musica per TUTTO quello che può dare oppure se apprezziamo solo un certo aspetto della musica, cercando naturalmente di non sminuire altri aspetti da noi non compresi o da noi esecrati.
Certo fa effetto sentir dire: “mi piace la musica” da uno che ascolta solo le radio commerciali, ma a mio avviso dovrebbe dar altrettanto fastidio leggere commenti come quelli di Roby. Il fatto che personalmente trovo la prima affermazione più difficile da perseguire della seconda mi fa capire quando anche io cada spesso nell’errore, nel tranello tutto umano dell’inutile sfida di contenere l’incontenibile e cioè contenere e giudicare un’arte rarefatta e divina come quella musicale.
Servirebbe forse un pò più di umiltà e soprattutto volontà di aprirsi, di comunicare all’altro le motivazioni che ci spingono ad amare UN lato della musica rispetto all’altro, senza fare i maestri, ma divendendo ARTISTI DI NOI STESSI, cioè sentendo l’urgenza in noi di parlare di noi e del nostro modo d’intendere l’arte e con essa la vita.
martedì, 15 aprile 2008
CONGRATULAZIONI
Presidente, accetti questa mia breve missiva con la quale le auguro un enorme "in bocca al lupo" per il futuro governo. Da antiberlusconiano convinto le auguro giuste scelte, capacità decisionale, sostegno del parlamento; le auguro insomma quel che in un normale paese esiste da sempre.
Oramai è nella storia d'Italia, questo non glielo toglie nessuno, come nessuno può impedirmi di dirle che me ne rammarico molto. Spero solo sia ricordato in futuro come il presidente che nel 2008 aiutò l'Italia a uscire dalla crisi e dalla paralisi, magari anche discorrendo con la parte avversa.
Le concedo anche degli errori, sia chiaro: anche lei (spiace dirlo) è umano.
Arrivo addirittura a concedergli l'emanazione di nuove leggi private, l'importante è che servano per farla continuare a stare al governo e permettere un preciso percorso di risanamento prefissato.
Faccia pure gli affari suoi, ma la prego, per quanto le è possibile, faccia soprattutto gli affari nostri.
Lo faccia per noi o quanto meno per lei: risollevi l'ardua sentenza dei posteri con un quinquennio decente e, forse, sarò contento che mio figlio ritrovi il suo mezzobusto nei futuri manuali di storia contemporanea.
Insomma: in bocca al lupo, ne abbiamo tutti bisogno, lei soprattutto.
EDIT: ah, le concedo anche due o tre giorni di ammiccamenti e sorrisi dei suoi giornalisti, sulle sue TV, ma la prego cessi presto anche questa usanza e si cominci preso a parlare di "sostanza" anche in quei lidi. Non per me che la televisione fa da vaso per il monitor centrale del Surround, ma almeno per gli altri italiani che proprio non sanno vivere senza. Abbia pietà di loro.
mercoledì, 13 febbraio 2008
STO GIA' VINCENDO!
Yes, You Can!
martedì, 29 gennaio 2008

SOS Invadeteci!
venerdì, 25 gennaio 2008
E IO LO NAQUI, MODESTAMENTE
Nei momenti più bui della mia esistenza, a diciotto anni, piegato in due dall'alcool, ubriaco in giro per il paese a raccontare storie, a ridere, a scherzare ero di certo molto più raffinato di codesto signore, sorpreso a festeggiare per la ridicola somma di 15.000 euro al mese.
Cosa festeggia? Probabilmente il fatto che presumibilmente lui possieda già la pensione da parlamentare e pertanto ieri è stata una giornata di festa, come tutte le altre da quando siede sullo scranno.
Antipolitica di bassa lega alla Grillo-style demagogica e illusoria?
Si.
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