A MO' DI PROLOGO...
La prima scheda tecnica e biografica ci viene donata da Demian, cantante dei Res Rei (http://www.resrei.net). Con questa si avvia quindi una nuova iniziativa che vedrà la nascita di parecchie schede similari. L’iniziativa, nata da una proposta dello stesso Demian e accettata da me con vivo interesse, si basa su un reciproco apporto di idee e pensieri che, insieme, costituiscono l’unicum del post stesso. Troverete quindi le idee di Demian, redatte con il suo stile letterario (inconfondibile) e le mie, con il mio. Pensieri amalgamati, uno dopo l’altro. Il risultato mi pare ottimo e l’unione delle nostre forze ha permesso di creare un post ricchissimo di informazioni con dispendio di energie e di tempo limitato.
La proposta quindi viene rilanciata anche a te lettore. Dovesse mai interessarti la scheda tecnica di un particolare cantante, faccelo sapere attraverso un tuo commento in calce all’articolo o sulla tag-board. Se addirittura ti piacerebbe veder crescere nel minor tempo possibile il numero delle schede tecniche, contribuendo quindi attivamente alla scrittura di una di esse, contattami alla mail mauro@minstrel.it.
In fondo non c’è bisogno di scrivere tanto quando ha fatto il nostro Demian, anche se è splendido leggere finalmente qualcosa di ricco e preciso su alcuni cantanti. Le eventuali notizie mancanti le potrei aggiungere io; o addirittura un altro utente attraverso l’uso dei commenti o contattandomi via mail per farmi aggiornare l’articolo.
Quello che assicuro però nelle schede è l’aggiunta di mie personali riflessioni tecniche circa le norme vocali usate e l’eventuale segnalazione degli “errori d’impostazione” commessi.
Buona lettura e grazie dell’attenzione.
Legenda:
DEMIAN (in blu)
MAURO (in grigio)
GEOFF TATE
From Queensryche

Discografia
Nb. La valutazione degli album è soggettiva, e ha tenuto conto soprattutto della prova vocale
| Anno | Album | da * a * * * * * |
| 1983 | Quennsryche Ep | *** |
| 1984 | The Warning | ***** |
| 1986 | Rage For Order | **** |
| 1988 | Operation: Mindcrime | MUST! |
| 1990 | Empire | ***** |
| 1991 | Operation: Livecrime | **** |
| 1994 | Promised Land | **** |
| 1997 | Hear In The Now Frontier | ** |
| 1999 | Q2K | *** |
| 2001 | Live Evolution | **** |
| 2002 | Geoff Tate (solo career) | *** |
| 2003 | Tribe | *** |
| 2004 | The Art Of Live | *** |
Highlights
Queen of the Reich, Prophecy (Queensryche Ep)
Warning, No Sanctuary, Roads To Madness ( The Warning)
Walk In The Shadow, I Will Remember (Rage for Order)
Revolution Calling, The Mission, Suite Sister Mary (Operation: Mindcrime)
Best I Can, Silent Lucidity, Anybody Listening? (Empire)
I am I, Damaged, Lady Jane (Promised Land)
Liquid Sky (Q2K)
Open, Desert Dance, Falling Behind (Tribe)
(n.b. l’ascolto delle canzoni riportate sopra può dare si un’idea delle caratteristiche vocali di Geoff Tate e della sua evoluzione artistica, ma sono solo degli esempi!!
Un artista non si valuta sulla base di esempi).
Influenze maggiori.
Rob Halford
Successori illustri
Charlie Dominaci (Dream Theater) Ray Alder (Fates Warning), Midnight (Crimson Glory), soprattutto Michael Kiske (Helloween), per il “falsettone” tutti i cantanti Power Metal in generale.
Notevoli differenze esistono fra questi cantanti sopra citati. Se fondamentalmente tutti si richiamano all’arte vocale di Tate, i timbri finali sono molto differenti. Inoltre fra quelli citati, coloro che attraverso la tecnica tentano di emettere acuti con armonici che somiglino al registro di petto sono riscontrabili solo in Alder e Midnight. Kiske ad esempio ha a disposizione una voce sicuramente più portata all’acuto, ma di certo meno timbrata dei due citati.
Chi è?
Geoff Tate (14 gennaio 1959) è uno dei principali cantanti del panorama rock-metal mondiale degli ultimi 20 anni.
E’ leader e compositore (insieme a Michael Wilton e fino al ’99 a Chris DeGarmo) dei Queensryche, band attiva dal 1981, iniziatrice del genere prog-metal.
Come canta ?
Influenzato negli esordi da cantanti come Rob Halford e dal contemporaneo Bruce Dickinson, nel corso dei primi anni di attività dei ‘Ryche evolve rapidamente il suo modo di esprimersi, grazie a doti naturali al di fuori del comune e ad un’ottima tecnica di ispirazione operistica.
Tate si esprime da subito in modo inedito, riuscendo ad adattare l’impostazione “stop-clossured falsetto” di scuola Halfordiana alle esigenze interpretative drammatico-apocalittiche dei primi Queensryche.
Nella storia del rock varie “scuole di acuti” si sono succedute, ispirando più o meno l’impostazione dei futuri cantanti e la moda vocale che da questi. In fondo chi decide come va cantato un genere se non un cantante assolutamente geniale che ruba alla tradizione per rilanciarla verso un diverso futuro? La lezione vocale di Rob Halford, più istintiva, urlata, volutamente grezza si va scontrando con le esigenze di ammorbidimento del mercato e quindi delle stesse voci. Nasceranno infatti i vari Joey Tempest (Europe) e i Jon Bon Jovi (Bon Jovi) proprio alla fine della stessa decade che vede nascere i Queens. Fra l’istitività vocale di Rob e la dolcezza a volte sconsiderata di Tempest, si aggira il nostro Geoff Tate. La tecnica all’inizio della carriera si mischia però con una punta di voce “urlata” tipico di esecuzioni di cantanti giovani, a causa dell’incontenibile impeto giovanile e di una freschezza di voce che permette di intonare acuti che paiono morbidi, ma che in fondo pesano non poco.
Ascolto: Queensryche – Queen of the Reich (1983) – n. 4 sulla Radio Blog
Lo si coglie subito nel primo mp3 proposto quando l’acuto finale, più lungo degli altri proposti, risulta alla fine tenuto a stento e non a caso a ¾ dello stesso la vibrazione prodotta dall’appoggio si interrompe per un instante brevissimo. Si può inoltre cogliere il cambio di registro da fra quello medio, che comprende note tenorili, a quello in falsetto rinforzato al 5° sec. Nelle parole: “it belong…”. Non notate quasi un cambio di timbrica fra le I di “it be” in SI acuto e la O di “..long” in RE? Questa perdita di armonici viene compensata da una verve eccezionale e dalla freschezza di voce; ma è innegabile che il Mi sovracuto che chiude i ritornelli possiede poco del timbro originale della voce ed è un po’ il rischio di chi si avventura nei sovracuti… quanto perdi del tuo colore? Chiaramente questo è pelo nell’uovo, ma siamo qui anche per questo. Per quei tempi resta indiscutibilmente una promessa straordinaria!
Dopo l’ Ep del 1983, promettente ma ancora acerbo e legato alle direttive esecutive di Judas Priest e Iron Maiden , è con l’album The Warning che Queensryche e Geoff Tate impongono uno stile innovativo e in controtendenza con l’ambiente musicale americano di quell’epoca (Van Halen , Aerosmith, Kiss ect).
Ad un primo ascolto impressionano maggiormente il timbro vocale particolarissimo ed un’estensione vertiginosa, peculiarità evidenti fin dall’impulsivo attacco di Warning, primo episodio del primo e vivamente consigliato full length “The Warning” (ascoltate e lasciatevi conquistare) sulle quali che si fonda il suono della band americana. Tengo a precisare che la produzione dell’album è scarna e quindi mancano tutti quegli effetti di compressione e sostegno utilizzati per la fabbricazione di esplosivi “acuti perfetti”. Per nostra fortuna (ma questi sono gusti personali) la voce è sostenuta solamente da un riverbero chiaro e con poco feedback, le sovra-incisioni sono contenute e non mascherano mai la linea vocale “portante”, nemmeno nei ritornelli.
Ma c’è di più: si ha la sensazione che questo sconosciuto cantante (all’ora 24 anni) abbia qualcosa di esclusivo che difficilmente potremmo ritrovare negli altri interpreti di allora. L’emissione è “morbida” e “omogenea” sia nelle parti basse che negli acuti, il falsetto non diventa mai un “gridare”, ma è abilmente controllato e quindi perfettamente intonato.
I due Mp3 seguenti sono esemplari: le scheggie impazzite cantate con forza da Tate in Warning scompaiono nelle emissioni sul fiato di “en force”. Non c’è però ancora una perfetta omogeneità vocale! Proprio in “en force” si possono ascoltare più di 3 voci diverse: la prima è puro falsettone in stile musica antica (inizio 2° sec.); la seconda data dal rinforzo successivo, durante la discesa melodica, di armonici di petto che ci fanno ascoltare quello che Tate avrebbe potuto essere: un ottimo tenore leggero (6° sec.); la terza poi riprende il registro medio togliendo i rinforzi di petto e procedendo con liricità di emissione, ma poca amplificazione interna. Ma in fondo non è proprio in questa “poca” omogeneità (comunque esistente dato che il timbro viene sempre a galla anche se in mezzo ad una marea di emissioni diverse) che il pezzo acquista una teatralità particolare?
Ascolto: Queensryche – The Warning (1984) – n. 5 sulla Radio Blog
Ascolto: Queensryche – En force (1984) – n. 6 sulla Radio Blog
Rispetto ai precedenti illustri cantanti che puntano all’acuto, Ian Gillian e Rob Halford su tutti, il falsetto rinforzato di Tate si ottiene con un’impostazione differente: la voce viene emessa attraverso “l’emissione sul fiato” tipica della scuola lirica, della quale però non sfrutta a pieno l’insegnamento dello sviluppo degli armonici attraverso i risuonatori. Con gli anni il nostro cantante capisce che il british rock può essere cantato anche in modo diverso dal solito; diversamente infatti delle emissioni con “colpo di glottide” iniziale che contraddistinguevano le tecniche precedenti, dove si tende a pensare già un suono sporco, prima di emetterlo, gli acuti di Tate risultano sempre morbidi durante l’emissione e vengono “sporcati”, per esigenze interpretative, solo a suono emesso!
Risultato: voce meno ingolata che sfrutta maggiormente le cavità del viso con lo scopo di ottenere un suono sempre pieno e caldo e un uso “facilitato” di tecniche classicheggianti come il vibrato. I veri e propri “acuti”, pur essendo sempre squillanti, non sono mai fastidiosi o taglienti (per questi ascoltare Ian Gillian ). Merito naturalmente dei risuonatori, ma soprattutto del timbro naturale di Tate: caldo e profondo anche quando solo parla. (redatto da Demian & Mauro)
Le liriche vagamente oscure e simboliche che scrive insieme a Chris DeGarmo, cantate con linee vocali ricercate e curatissime dal punto di vista tecnico, colpiscono al cuore soprattutto perché interpretate con impressionante teatralità e sentimento . Gli episodi più toccanti sono affidati a semplici arpeggi di chitarra e ad una voce dal fervore operistico che ha pochi eguali nella storia del rock.
Il difetto, se vogliamo definirlo così, del primo Geoff Tate (Ep, Warning,) lo possiamo attribuire ad un approccio discutibile, che da sempre si ritrova nei cantanti rock-metal con un’ampia estensione vocale (ci caschiamo tutti purtroppo!!): l’utilizzo incessante nella composizione delle melodie portanti di linee vocali molto alte, a scapito di parti più basse e rilassate . Oltre al fatto che monopolizzando l’attenzione possono oscurare altri passaggi interessanti (magari eseguiti proprio cantando 1 ottava sotto), peggio ancora, possono a lungo andare stancare l’ascoltatore (mi sembra grave). Inoltre, più in generale e per fare un discorso dal fervore umanistico (ma per favore!!) , è un peccato “mortale” limitare lo sviluppo di una voce stupenda entro i confini di un’unica tecnica espressiva.
L’evoluzione di Geoff Tate a partire da Rage For Order (1986) si basa proprio sulla ricerca di un maggior equilibrio tra parti acute e parti basse.
Questo nuovo orientamento non fa altro che accelerare ed enfatizzare la “rivoluzione progressiva” dei Queensryche: se l’album Rage For Order non è che un ambizioso e seminale tentativo restato a lungo incompreso, Operation: Mindcrime è il Capolavoro che sconvolge il panorama rock-metal mondiale degli anni 80-90.
Si dice che Bruce Dickinson, leader degli Iron Maiden, ascoltandolo per la prima volta mentre si trovava in macchina, dovette accostare, sbalordito, esclamando che quest’album era “tutto ciò che da sempre vorrei comporre con la mia band”.
Operetion: Mindcrime è un “concept” album ( “an epic tale of revolution and intrigue, psychological manipulation and murder”) ispirato da un “flash” venuto a Geoff Tate ( “mentre mi trovavo seduto su una panca in una chiesa cattolica a Montreal”), con espliciti riferimenti alla situazione sociale e politica Americana (note in margine “ogni riferimento a persone, vive o morte, fatti e luoghi è puramente casuale” ah ah ah, gradissimi!!) . La storia è intrigata ed ancora incompiuta : nessuno sa chi ha ucciso Sister Mary!!? (sono impaziente, Operation Mindcrime II, sarà pubblicato per gennaio 2006).
La prova di Tate, nella nuova veste di cantante e interprete di personaggi, è ineccepibile: la voce è ora più matura, ancora più calda, passionale e omogenea. Le parti acute, come sempre eseguite magistralmente, non sono più così estreme come in passato; il risultato è che si alternano in maniera convincente e mai forzata alle parti più basse e, soprattutto, non corrono il rischio di annoiare l’ascoltatore nel corso dei 15 episodi dell’ album. Come se non bastasse, concorrono a mettere ancor più in evidenza il timbro: inconfondibile, meraviglioso.
Ascolto: Queensryche – the Mission (1988) – n. 7 sulla Radio Blog
Voce e musica si fondono perfettamente come se provenissero dallo stesso strumento, le sovra-incisioni forse soffrono di troppa pomposità, ma i tempi erano quelli (c’è chi ha registrato ancora peggio anni dopo ed è stato venerato ed acclamato dalle masse urlanti !! Stesso genere, stesso stato, ma non facciamo nomi J….. cominciano per D. J).
L’ascoltatore non deve fare altro che lasciarsi trasportare dagli avvicendamenti, guardarsi bene dalle intimidazioni di Dr. X, soffrire insieme a Nikki, temere per la sorte di Mary, e magari trovare il tempo per riflettere (“Spreading the disease”).
La teatrale prova di Geoff Tate è clamorosa, raggiunge i suoi apici nella sofferta “The Mission” e nella sinfonica tragedia di “Suite Sister Mary” dove duetta con Pamela More (bravissima cantante, bellissima ragazza, da allora diventata per tutti Sister Mary).
E’ incredibile poi ascoltare come l’impostazione simile degli acuti dei due cantanti renda le loro voci simili sugli acuti estremi. E’ proprio quello che si diceva prima: quando uno sale troppo quanto rischia di perdere la propria “identità vocale”? Naturalmente sto esagerando, ma l’mp3 seguente può in effetti dimostrare questa tesi. Poi è anche vero che sembra la Moore l’abbiano scelta apposta per affinità vocali e timbrica con il nostro Tate…
Ascolto: Queensryche – Suite Sister Mary (1988) – n. 8 sulla Radio Blog

Le linee vocali più acute, di scuola metal, vengono invece impiegate negli episodi più sostenuti e veloci (“The Niddle Lies”, ritornello di “Spreading the Disease”, “Speak”, Revolution Calling”) , di sicuro impatto.
Ve lo assicuro, assistere ad un concerto con Geoff Tate sul palco che ti canta a pieni polmoni, pugno alzato (!) “Revolution calling! Revolution calling! Revolution calling… You!” è un’esperienza che esaltante!!!
Revolution calling!!! You!!
L’album Empire è un altro clamoroso successo dei Queensryche, la prova vocale è più o meno sugli stessi livelli di Operation Mindcrime, stesso approccio, stesso stile, acuto più acuto meno sembra che gli anni e gli interminabili tour ancora non rovinino la festa.
Si affacciano inoltre le note gravi. Da un punto di vista vocale note abbastanza esigue (quasi un parlato) e sostenute da una forte compressione, aiutano a stabilire da dove nasca la bellezza del timbro vocale naturale di Tate, proprio come in Silent Lucidity.
Ascolto: Queensryche – Silent lucidity (1991) – n. 9 sulla Radio Blog
Esce Promised Land e i ‘Ryche dimostrano di avere una certa allergia per il successo da classifica dell’ album Empire.
Non voglio dilungarmi in una recensione su questo album, mi accontento di dire che Promise Land è un lavoro stupendo, ma difficile da assimilare.
Lo stile è cambiato, la voce è differente nei toni e nelle evoluzioni.
Le linee vocali sono come sempre molto curate e passionali, ma è stato definitivamente abbandonato quel piglio operistico che aveva fatto la differenza nei precedenti successi (scelta stilistica).
Quello che è possibile notare è comunque un uso "meno tecnico" dell’organo vocale. Il fraseggio che prima distingueva passaggi vocali ascoltati in Warning, viene perduto a favore di un brutto incedere a portamento (lega la nota precedente a quella successiva in un saliscendi che disturba il fraseggio!), come ad esempio succede in I am I .Nulla da eccepire sulla bellezza del timbro che resta comunque immutata
Ascolto: Queensryche – I am I (1994) – n. 10 sulla Radio Blog
Inoltre mi pare che Tate stia pagando lo scotto di un uso sconsiderato del falsetto in giovane età e la voce, roca a tratti e dura a volte sugli acuti, dimostra che forse anche per la sua voce è finità l’epoca dei vent’anni… notevolmente migliorato l’aspetto dell’interpretazione, grazie soprattutto all’esperienza maturata sul campo. Straordinario infatti risulta essere l’utilizzo della voce “rotta dall’emozione” e delle dinamiche nelle note centrali.
Ascolto: Queensryche – Promised Land (1994) – n. 11sulla Radio Blog
Le sovra-incisoni e gli “interventi elettronici” si sprecano. Per carità creano interessanti effetti in pezzi come I am I o Damage, ma forse è più libidinoso ascoltare un solo Tate (Someone Else o strofa di Lady Jane) rispetto a tanti piccoli Geoff in coro che rimbalzano da una cassa all’altra. (smentitemi forza!).
Stesso discorso vale per i successivi e criticati album “Hear in the now frontier” e “K2Q”.
Discreta relased “Live Evolution” che raccoglie i brani eseguiti il 27-28 luglio 2001 al Moore Theater di New York.
Da cantante, pezzente quanto volete, ma sempre cantante, non mi sento di commentare la prova live dal punto di vista vocale. Non ci penso nemmeno!!! Un concerto rock o lo si vive, o si sta zitti.
L’ultimo capitolo della storia Queensryche è datato 2003 e intitolato Tribe.
L’album non è tra i miei preferiti ma devo dire che la prova vocale è ancora una volta ottima. Di sicuro vale i 15 euro che l’ho pagato!
Voce impostata che non fa una piega, perfetta l’esecuzione (Open Your Eyes, Desert Dance), qualche salita un po’ soffocata in gola, ottima la registrazione, linee vocali così e così, è ovvio aspettarsi sempre qualcosa di più esplosivo dal cantante in questione (sono un nostalgico dei tempi passati) ma siamo umani, gli anni si fanno sentire per tutti, o forse è solo normale e legittimo che anche gusti e le aspirazioni di un musicista debbano cambiare.
Ascolto: Queensryche – Desert Dance (2003) – mp3 n. 12 sulla Radio Blog
In una sola parola un Grande!
Confermo. Di certo un capostipite di una nuova scuola vocale d’estrazione rock che avvicina la professionalità del cantante a quella che ci si deve aspettare da un qualsiasi altro strumentista. Resta quella nota tenorile in “En force” che mi fa rimpiangere forse un gran tenore leggero, ma accontentiamoci di aver avuto una grande voce che ha saputo esprimersi con album oramai entrati di diritto nella storia della musica moderna.
In --- > musica rock e metal, studio del canto, musica 1900 2005, mp3 ed esempi musicali, geoff tate, demian















