Musicologo, arrangiatore e tenore lirico apprezzato soprattutto in ambito liederistico e antico. Intraprende gli studi di canto sotto la guida di Giovanni Guerini dopo la vittoria ottenuta nell’ultima edizione del concorso nazionale "Festagiovani" nel 1998. Si avvia fin da subito al solismo dedicandosi parallelamente allo studio teorico della vocalità antica e delle sue prassi esecutive. Predilige repertori madrigalistici e sacri, nonchè il repertorio liederistico e della canzone americana d'autore. Con un passato da singer a fianco di importanti band della provincia di Bergamo, collabora da più di 10 anni con una band professionista di progressive rock (Minstrel) nella doppia veste di cantante e compositore. Con questa formazione continua a leggere...
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Alessandria
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7.03.2001
I primi due appuntamenti teatrali sono andati davvero bene. Merito naturalmente degli attori e dei registi più che del sottoscritto, il quale non aveva che da canticchiare quattro parole e cercare di entrare nel clima della rappresentazione. Né più nè meno quel che dovrei essere in grado di fare sempre.
Altra cosa sarà invece il debutto shakespeariano. Oltre alla consueta padronanza dei movimenti di palco e quel minimo di dizione e precisione di pronuncia dovrò combattere contro una nuova bestia: l'arte della recitazione "non" cantata.
Nel canto lo studio permette di flettere la voce in base ai sentimenti che si vogliono passare agli astanti, senza per questo diminuire entro una certa soglia la comprensibilità del testo o rendere inudibili i pianissimi. La cosa è credo comprensibilissima.
Il problema per me è ora scontrarmi con una enorme libertà di accenti disponibili per ogni frase (non esiste una partitura che ti "ordina" come eseguire un detto che puoi al massimo interpretare): non ne sono abituato e il rischio è spesso cadere nell'esagerazione (sporcando un personaggio come quello di Teseo che tutto deve essere tranne che una macchietta) o nell'anonimato (ed essendo il Re di Atene non mi sembrerebbe il caso). Per non parlare della difficoltà di rendere gli accenti più dolci del personaggio comprensibili a tutti gli spettatori: recito la parte piatta e mi si sente benissimo; la recito come Dio comanda (ehm... un pò meno vah) e cominciano i problemi di comprensione nelle ultime file.
Insomma c'è poco da fare: son dieci anni che canto e più o meno so come "impostare un canto", ma come "impostare un parlato" è davvero una faccenda assai diversa, almeno per me totalmente nuova.
Si, ho ancora recitato; ma un conto è recitare e poi cantare (sperando in una buona figura grazie a questa seconda parte!), un altro è SOLO recitare!
'sperem.
POI VECCHIE E NUOVE LETTURE
Intanto è capitato che per due domeniche mi sia ritrovato a casa dei miei genitori, con Lorenzo che dormiva, Katya che stava ultimando la lettura di Harry Potter number seven, senza nulla da fare. O meglio le cose che potevo fare (fra cui studiare il copione!!!) dimenticate direttamente a casa.
Mi sono pertanto concesso il lusso di "perdere del tempo" con due letture reperite lì per lì.
La prima domenica mi sono concentrato sulla revisione e rilettura del ciclo di Fire*Wolf. Capisco la vostra perplessa faccia: e chi è 'sto qui? E' un ciclo fantasy, composto da quattro volumi, edito a metà degli anni '80 dalla casa editrice E.Elle. Nemmeno questo vi aiuta? Va bene, scopro le carte: mi sono rletto (barando naturalmente) un ciclo di Librigame!
Chi ne ha ancora letti sicuramente so di cosa parlo e soprattutto sa cosa si prova a prendere in mano di nuovo uno dei passatempi preferiti per un preadolescente. Per tutti gli altri (ma credo saranno pochi se hanno più o meno la mia età) qui possono leggere quello che si sono persi.
Ebbene, come ho ritrovato questo ciclo? A volte arzigogolato, certamente avventuroso, ma spesso l'avventura è fine a sé stessa, buona la trama, ma assolutamente a senso unico. Esistevano ad esempio librigame che permettevano di gungere a conclusioni diverse in base alle diverse scelte operate dal lettore; il ciclo di Fire*Wolf questo non lo prevede e un pò di divertimento se ne va. Una cosa che invece mi ha colpito è la scrittura dell'autore, rapida, fluente, ricca di dettagli (come è giusto in un gioco che riprende quelli di ruolo) e sfumature (anche amorose, il ciclo infatti è dedicato per complessità e dinamiche trattate ad un pubblico per lo meno di 13- 14 anni).
Risultato: mi sono divertito, mi sono ricordato del passato, non ho avuto troppa nostalgia, mi ha fatto bene.
La seconda domenica, ahimé, ho avuto l'idea di rompere un mio voto più o meno segreto e ho aperto un'edizione economica del "Codice da Vinci" di quel Brown.
In un pomeriggio sono arrivato a pagina 246. Perché è bello? Perché è avvincente? Perché non puoi smettere? Perché è rivelatore di profondi segreti che nemmeno immaginavi?
No, perchè narra una vicenda sempliciotta utilizzando tutte le tematiche più complesse presenti nella millenaria storia umana e lo fa mostrando una scrittura pressochè invisibile: leggi il ibro ed è come se leggessi la struttura iniziale di un qualsiasi romanzo, intervallata quà e là da descrizioni fisiche di bassissima lega dei personaggi (saltate a piè pari per non arrabbiarmi troppo) e dei colpi di scena, talmente ben orchestrati, che si capiscono benissimo subito e cioè prima ancora che vengano svelati dall'autore.
Che thriller magnifico...
In realtà questo benedetto Dan sembra talmente preoccupato che il lettore non capisca da aggiungere ad ogni descrizione il tassello migliore per rovinare la sorpresa successiva. Il tutto con una scarsità di stile che lascia sconcertati. Passa dalla descrizione di quelche succede al Louvre ad un flashback della crittologa in modo netto, senza gusto, con uno stacco dettato chiaramente dall'insufficente ricerca artistica, per poi tornare al Louvre avendo edotto il lettore di tutti gli elementi necessari per rovinarsi la sorpresa.
Sapete cosa mi sembra? Un librogame dove non posso scegliere! Un libro per adolescenti dove gli anagrammi vengono risolti in quattro e quattrotto dall'autore e non dal lettore (in Fire*Wolf ho impiegato circa mezz'ora a tradurre una parte crittografata e mi sono divertito un monte!). Insomma: non fai in tempo ad entrare e gustare il presunto mistero che già il mistero è stato risolto. Complimenti Dan.
E ancora, non voglio soffermarmi sulle presunte verità storiche rivelate, anche perchè sono descritte in modo tanto banale che non riesco nemmeno a crederci pensandole come se fossero invenzioni atte a completare un libro di fantasia. Cioè credo di più nell'esistenza delle Miniere di Moria che al Graal ora... ma tant'è, solo un rapido esempio: la vergine delle Roccie.
L'autore mette in bocca al professore di turno che la prima versione venne bocciata dalla Confraternita perchè considerata eretica. Venne quindi rifatta quella che ora si trova a Londra. Tutto questo mi suona strano: mi alzo, piglio un libretto di storia dell'arte e leggo qualche appunto sul quadro. Beh, pare che questa visione storiografica è piuttosto anzianotta. Basta ad esempio fare un salto sulla wikipedia per leggere: "Spesso si è letto che, a causa dell'inadempienza contrattuale legata al soggetto, la Confraternita contestò il dipinto considerandolo incompiuto, o addirittura eretico. Studi più precisi, basati sui documenti d'archivio relativi alla controversia legale che oppose gli artisti ai committenti, hanno permesso di delineare una vicenda diversa." e la versione per ora accettata è che Leonardo voleva PIU' SOLDI! Ah, questo venale adoratore della dea madre, mistico e adepto del Priorato... ma mi faccia il piacere!
Ora, chiaro che questo libro lo concludo, tempo qualche ora ed è fatta. Ma perchè sento di aver già perso troppo tempo e pensare di lasciar da parte il libro significherebbe averlo perduto davvero per sempre.
Lo finisco e, magari, risorge sul finale. In tal caso chiederò venia.
Ma temo che il pensiero del sottoscritto resterà immutato, in tal caso questa è la mia recensione stroncatura ad un "caso letterario" che di nuovo mi fa piombare in un cupo pessimismo riguardo al genere umano, del quale essendo io parte attiva non aiuta a risollevare le sorti della mia già precaria autostima.
Qui sotto propongo tre locandine di altrettanti spettacoli che mi vedranno nelle loro fila. Come potrete notare il tour de force inizia i primi di maggio con "Io, la Morte" passa da "Il ritorno di Arlecchino" e si conclude con quella mazzata shakespeariana che è "Il sogno di una notte di mezza estate".
Credo cominciate a capire le motivazioni della mia assenza qui, ma soprattutto l'enorme pazienza della mogliettina, la quale, a dire il vero, sta cominciando effettivamente a non sopportarmi più...
Di seguito alle locandine qualche aneddoto e informazione riguardo lo spettacolo:
IO, LA MORTE di Luca Beccarelli Regia di Luca Beccarelli. Compagnia "Gli Inadatti"
"Ghila verresti a canticchiare quattro cavolate nel mio nuovo spettacolo comico? Roba veloce, ritmo a manetta e risate a gogo!"
"beh, perchè no..."
"Bene, allora mi servono tre canzoni inedite, qualche stacchetto, qui devi fare questo, qui quest'altro e mi raccomando prendi la chitarra che non si sa mai"
ah...
Lo spettacolo è divertente, le canzoni sono più o meno uscite e più o meno so cosa devo fare. Incrocio le dita e invito tutti a venire a vederlo.
IL RITORNO DI ARLECCHINO di Luciano Ceresoli Regia di Luciano Ceresoli. Compagnia "Comici & Cosmetici"
"Mi canti un'aria antica nella mia commedia Mau?"
"Per te questo e altro Luciano"
"Bene, allora mi fai questa introduzione, qui canti con una tromba quindi facciamo delle prove e intanto questi due fanno una pantomima comica. Ah, e porta la chitarra che l'aria te la suoni tu e non si sa mai"
ah...
Ispirata alla commedia dell'arte veneziana di Strehleriana memoria, una piece teatrale dal ritmo forsennato, imprevedibile, con parti dialettali e qualche canzonetta d'antica usanza.
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE di William Shakespeare Regia di Beppe Verzeroli. Compagnia "Comici & Cosmetici"
Scena: studio di Michele (minstrel). Si stanno registrando le voci per l'album "Ahab" quando squilla un cellulare, il mio.
"Pronto, ciao Beppe come stai? mmh, mmh, ah... certo, mh, capisco, ah si?, mh... come hai bisogno di me?! Figurati... si, mmh, ma è piccola la parte? mh Leggera? ah ok Ma non ci posso essere sempre alle prove lo sai vero? ah ok... dai, ci provo!"
"Benissimo, allora mi farai Teseo nel Sogno di una notte di Mezza estate di Shakespare. Non portare la chitarra che quel che fai basta e avanza!"
ah...
Riproposizione della celebre commedia in chiave onirica. Recitazione meno formale e classicheggiante e più incline a rendere attuale lo spettacolo, riscritto e ritradotto per l'occasione dallo stesso regista.
Un'esperienza davvero unica.
Anzi, tre esperienze davvero uniche, tre belle salite che spero di portare a termine nel migliore dei modi. Mi aspetta un mese di fuoco, ma anche, ne sono certo, un mese di soddisfazioni, risate, divertimento, adrenalina e, se Dio vuole, applausi.
Alberto mi ha fatto scoprire una vera chicca musicale: trattasi di Hiromi Uehara, pianista d'origini giapponesi che si sta imponendo sulla scena statunitense e mondiale del jazz/fusion.
Ho ascoltato e ascolto con vero piacere in questi giorni il suo ultimo album, edito nel 2007, intitolato "Time Control". I musicisti ospitati nell'album sono di assoluto rispetto, ma su tutti svetta la chitarra stratosferica di David Fiuczynski, con le sue scale modali, il suo gusto e la sua scelta incredibile di suoni.
Un album nel quale è tanto facile perdersi in melodie orecchiabili quanto rimanere sbigottiti per scelte stilistiche e di produzione assolutamente inusuali. A tratti serissimo, a tratti assolutamente dissacrante nella suo ironico gioco delle parti fra i vari musicisti, tutti, come si diceva, assolutamente eccelsi.
Per non parlare del fascino che emana questa ventottenne del sol levante, semplicemente adorabile. Solito maschilista? Attenzione: fascino dissi, non semplice e sterile bellezza; sottile enorme differenza.
Che dire... grazie Alberto, ma soprattutto (mi sembra giusto) grazie Hiromi!
Presidente, accetti questa mia breve missiva con la quale le auguro un enorme "in bocca al lupo" per il futuro governo. Da antiberlusconiano convinto le auguro giuste scelte, capacità decisionale, sostegno del parlamento; le auguro insomma quel che in un normale paese esiste da sempre.
Oramai è nella storia d'Italia, questo non glielo toglie nessuno, come nessuno può impedirmi di dirle che me ne rammarico molto. Spero solo sia ricordato in futuro come il presidente che nel 2008 aiutò l'Italia a uscire dalla crisi e dalla paralisi, magari anche discorrendo con la parte avversa.
Le concedo anche degli errori, sia chiaro: anche lei (spiace dirlo) è umano.
Arrivo addirittura a concedergli l'emanazione di nuove leggi private, l'importante è che servano per farla continuare a stare al governo e permettere un preciso percorso di risanamento prefissato.
Faccia pure gli affari suoi, ma la prego, per quanto le è possibile, faccia soprattutto gli affari nostri.
Lo faccia per noi o quanto meno per lei: risollevi l'ardua sentenza dei posteri con un quinquennio decente e, forse, sarò contento che mio figlio ritrovi il suo mezzobusto nei futuri manuali di storia contemporanea.
Insomma: in bocca al lupo, ne abbiamo tutti bisogno, lei soprattutto.
EDIT: ah, le concedo anche due o tre giorni di ammiccamenti e sorrisi dei suoi giornalisti, sulle sue TV, ma la prego cessi presto anche questa usanza e si cominci preso a parlare di "sostanza" anche in quei lidi. Non per me che la televisione fa da vaso per il monitor centrale del Surround, ma almeno per gli altri italiani che proprio non sanno vivere senza. Abbia pietà di loro.
Un viaggio in alta montagna, in mezzo alla neve, in quel della Val Taleggio. Una giornata freddissima, passata a lavorare gratis per la gestione del rifugio Gherardi per l'Operazione Mato Grosso, in compagnia di amici.
Un viaggio nelle Cinqueterre, con la famiglia, fra sole, maremoti, e aria e volontà di primavera. Una pasqua fra i frati cappuccini, piccoli concerti
Good Vision e, naturalmente, sotto con i voti!
PARTENZA SERALE
Cala la sera, è ora di tornare.
PANORAMA
Un photomerge del panorama che si gode dal Rifugio Gherardi (1680 mt), Val Taleggio.
LUNA
Cala la sera.
SENTIERI MARINI
Il sentiero panoramico che porta verso il convento dei frati cappuccini presenta spesso scorci straordinari.
SCOGLI
Sulla spiaggia, sguardo verso Monterosso.
e due tentativi utopici, formato quadrato, in classico stile Hasselblad
GUARDS! GUARDS!
La vecchia torre di guardia dei tempi della prima guerra mondiale assediata dal mare mosso.
Monterosso al Mare.
Titolo dedicato a Terry Pratchett
ORIZZONTI
Costruzione di sassi, Katya, uccelli in volo, mare.
E fu così che Lorenzo, il figlioccio, compiuti da circa un mesetto i due anni, spara al grande pubblico (e cioè noi genitori), la sua prima canzone completamente inventata.
Il testo è molto meglio di quello che oggi circola per le radio ed è questo qui:
"Mi chiamo Patatinaaa
Mi chiamo patatina patatina patataaaa!"
Il tutto cantato con verve carica di ironia e naturalmente concluso con sorriso strappapplauso.
Katya è riuscita ad immortalare una sua performance, di soppiatto, senza farsi vedere dalle guardie del corpo, sul cellulare, ma l'unica cosa che quel malefico aggeggio ha permesso è stato il mettere la song come suoneria. Quindi per ora non è possibile nessuna condivisione con voi lettori del blog; ma forse è meglio così perchè visto che la canzone ha un ritmo accattivante, il testo facile da imparare e una melodia spezzata ed incisiva verrebbe subito rubacchiata dall'autore di turno per un hit estivo certo come la morte!
Già immagino la voce di mio figlio, sparata a millemila watt sotto un tappeto sincopato di loop tecno-trash, che accompagna le sculettate delle dodicenni cubiste che scrivono libri sull'argomento... sinceramente, per tutto questo, non sono ancora pronto.
Spero mi sia perdonato.
Ah, anche il testo è sotto copyright "Lorenzo/Lorechan 2008", prima che qualche buontempone ingaggi di nuovo il porno-divo di turno e ci faccia una bella pubblicità televisiva.
Uhe, io rido e scherzo, sono il primo a dire che alla fine Lorenzo non sta facendo altro che divertirsi con due parole e niente più.
Ma chissà come mai, più rileggo questo scritto più mi accorgo di quanto potrebbe essere vero.
E allora mi chiedo, come al solito: ma in che mondo viviamo?!
Auguro i migliori auguri di buona pasqua a tutti coloro che passerranno, durante la mia assenza di qualche giorno, su queste pagine.
Vi regalo sei pagine di un maestro dell'animazione, di uno dei più grandi registi viventi, uno degli scrittori più raffinati e delicati: Hayao Miyazaki. Grazie Maestro.
Alla sorellina
PS: Grazie a Hyuma per il bellissimo post scoperto solo oggi. A presto.